UNA LUNGA DOMENICA DI PASSIONI

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Donna, Guerra, Letteratura, Solidarietà-Amore, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Jean-Pierre Jeunet
Durata
133'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Francia, Stati Uniti
Titolo Originale
Un long dimanche de fiancailles
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jean Pierre Jeunet, Guillaume Laurant tratto dal romanzo omonimo di Sebastien Japrisot
Musiche
Angelo Badalamenti
Montaggio
Hervé Schneid

Orig.: Francia/Stati Uniti (2004) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Sebastien Japrisot - Scenegg.: Jean Pierre Jeunet, Guillaume Laurant - Fotogr.(Scope/a colori): Bruno Delbonnel - Mus.: Angelo Badalamenti - Montagg.: Hervé Schneid - Dur.: 133' - Produz.: Francis Boespflug, Warner Bros France.

Interpreti e ruoli

Audrey Tautou (Mathilde), Gaspard Ulliel (Manech), Dominique Bettenfeld (Ange Bassignano), Jean Pierre Becker (Esperanza), Andrè Dussolier (Rouvieres), Jean-Pierre Darroussin (Benjamin Gordes), Jodie Foster (Elodie Gordes), Clovis Cornillac (Benoit Notre Dame), Julie Depardieu (Veronique Passavant), Tcheky Karyo (cap. Favourier), Jerome Kircher (Bastoche), Chantal Neuwirth (Benedicte)

Soggetto

Francia 1919. Mathilde, una ragazza claudicante in seguito ad una poliomelite, non ha più notizie del fidanzato Manech, partito due anni prima per il fronte e andato a combattere nella zona della Somma. Un sergente le dice di aver conosciuto Manech e di averlo visto in gruppo di cinque soldati condannati alla fucilazione dalla Corte Marziale dopo aver tentato di scappare dalla trincea. Non rassegnandosi a questa triste notizia, Mathilde continua le ricerche, che la conducono anche a Parigi. Incontra tante persone, i parenti degli altri soldati, uomini che si dicono 'testimoni oculari', donne che hanno vissuto incontri con i soldati. Al lavoro c'è anche un detective, che però non riesce ad essere molto costruttivo. Mathilde sopporta momento di sconforto, mette a poco a poco insieme pezzetti di storie diverse e contrastanti, ma infine arriva nel luogo dove si trova il 'suo' soldato. Ora, nel giardino di un sanatori, Mathilde va incontro a Menech, in precarie condizioni ma comunque vivo, a dispetto di tutti quanti.

Valutazione Pastorale

Il ritorno al 'kolossal' europeo avviene sullo sfondo della prima guerra mondiale, uno scenario per affrontare una vicenda che si muove (lo dice anche il titolo) spinta dal vento impetuoso delle passioni. Il binomio amore/guerra é decisamente quello più adatto per spingere il piede sull'acceleratore dei sentimenti forti, per disegnare un personaggio di ragazza che affronta rischi indicibili pur di ritrovare il fidanzato. Jean-Pierre Jeunet non ha paura di rischiare lo stereotipo e costruisce una eroina da romanzo d'appendice, che trascina per mezza Francia la propria gamba malata senza mai lamentarsi. Le scene di battaglia sono crude senza essere compiaciute: il secco realismo degli scontri in campo aperto esclude qualunque intenzione di retorica epicità per evidenziarne invece l'aspetto tragico e denunciarne l'assurdità. Mathilde così diventa così un ritratto emozionante, una sorta di icona dell'amore che non si arrende e che alla fine ottiene il successo. Il percorso della protagonista avviene all'insegna di un ventaglio di affetti sempre delicati, mai gridati o sbandierati, anche se costretti ad attraversare un mondo ostile, spesso cattivo e respingente. Di grande pregio nella ricostruzione ambientale, efficace nella descrizione di una piccola umanità impaurita e dolente resa arida dalla guerra, il racconto non fa a meno di momenti quasi 'antichi', ossia da primo Novecento, nei dialoghi e nelle situazioni: forse per potere essere più vero, senza facili ammiccamenti all'oggi. Allo stesso tempo facile da seguire e stratificato nelle psicologie dei personaggi, il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza di minori. Da proporre nell'ambito dei rapporti ampi tra cinema e storia, a livello europeo.

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