UNA SPIA E MEZZO

Valutazione
Consigliabile, brillante
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Rawson Marshall Thurber
Durata
107'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Central Intelligence
Distribuzione
Universal Pictures International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Ike Barinholtz, David Stassen, Rawson Marshall Thurber Ike Barinholtz, David Stassen
Musiche
Theodore Shapiro, Ludwig Goransson
Montaggio
Michael L. Sale, Brian Olds

Orig.: Stati Uniti (2016) - Sogg.: Ike Barinholtz, David Stassen - Scenegg.: Ike Barinholtz, David Stassen, Rawson Marshall Thurber - Fotogr.(Scope/a colori): Barry Peterson - Mus.: Theodore Shapiro, Ludwig Goransson - Montagg.: Michael L. Sale, Brian Olds - Dur.: 107' - Produz.: Bluegrass Films, Principato Young Entertainment.

Interpreti e ruoli

Dwayne Johnson (Bob Stone), Kevin Hart (Calvin Joyner), Amy Ryan (agente Pamela Harris), Aaron Paul (Phil), Daniel Nicolet (Maggie), Tim Griffin . (agente Stan Mitchell), Jason Bateman (Trevor), Ryan Hansen . (Steve)

Soggetto

Nel prologo un grassone di esagerate fattezze, mentre fa una doccia, si attira gli sberleffi dei compagni che non perdono occasione per mettere a segno qualche colpo di bullismo. Si tratta di Bob Stone, indifeso e timido studente che subito dopo nella palestra assiste alla proclamazione del vincitore del miglior alunno dell'anno 1996. Che come per il precedente è Calvin Joynes, indicato dal preside come il figlio che avrebbe voluto avere. Venti anni dopo, nel 2016, Calvin risponde in modo avventato alla richiesta di amicizia che Bob gli invia. E' l'inizio di un rapporto contrastato e tumultuoso…

Valutazione Pastorale

Sembra che nel cinema americano molta e talvolta noiosa serialità si alterni con varietà e confusione di generi. Questo "Central Intelligence" (titolo originale) si caratterizza per riuscire ad accumulare varie suggestioni, e a non farne prevalere una in modo esplicito. Ad un inizio in zona 'American Pie' si affianca il recupero dei due protagonisti ora cresciuti ma da subito schierati sullo stereotipo degli opposti: alto, grosso, massiccio Bob; piccolo, chiuso, introverso Calvin. Insomma due caratteri destinati a dividersi e a litigare fino a che gli equivoci non si saranno chiariti. Perché succede che Calvin nella vita fa il semplice contabile forense e Bob irrompe invece nella sua vita con un ruolo misterioso e irruento. Inutile aggiungere che dopo innumerevoli peripezie i due sono destinati a diventare amici: ed ecco un altro 'genere' che si aggiunge ai precedenti, l'amicizia come strada per la soluzione dei problemi. Anche se in qualche momento il copione indulge a una certa 'abbondanza' narrativa e il dialogo ha passaggi un po' logorroici (Kevin Hurt ripete troppo Will Smith), l'equilibrio della coppia appare efficace e l’ironia interviene a smorzare possibili ripetizioni. Il taglio 'all american' è certificato dalle numerose citazioni di altri film, che intervengono a sottolineare momenti di dialogo delicati e rischiosi (anche sui 'neri' e sui 'gay'). Insomma ne esce una commedia a briglia sciolta, modernamente confusa e brillantemente sgangherata. Con un due di protagonisti in totale contrasto che possono solo riconciliarsi. Ma chissà fino a quando. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme brillante. UTILIZZAZIONE: il film è da usare in programmazione ordinaria come prodotto di non particolari meriti ma dal sicuro tono grottesco e scanzonato.

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