UNA VOCE PER GRIDARE

Valutazione
Discutibile, problematico
Tematica
Amicizia, Educazione, Famiglia - genitori figli, Giovani, Scuola
Genere
Drammatico
Regia
Craig Bolotin
Durata
98'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Light it up
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Musiche
Harry Gregson
Montaggio
Wendy Greene Bricmont

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg. e scenegg.: Craig Bolotin - Fotogr.(Normale/a colori): Davis Elliot - Mus.: Harry Gregson-Williams - Montagg.: Wendy Greene Bricmont - Dur.: 98' - Produz.: Bridget T.Davis, David Starke, Helena Echegoyen, Tracey E.Edmonds, Kenneth Edmonds.

Interpreti e ruoli

Judd Nelson (prof. Knowles), Forest Whitaker (agente Jackson), Usher Raymond (Lester), Vanessa L.Wiliams, Rosario Dawson

Soggetto

Nel Queens, tra i quartieri più degradati di New York, c'é la Lincoln High School, altrettanto adeguata al lvello disordinato della zona. Per aver portato la classe fuori dall'edificio, il prof. Knowles viene redarguito e sospeso dall'incarico. I ragazzi, molto attaccati all'insegnante, non accettano la punizione e dichiarano l'occupazione della scuola. A guidare le operazioni c'é Lester, noto anche per la sua bravura nella squadra di basket. Vista inutile ogni approccio, viene chiamata la polizia. Qui è l'agente Jackson a condurre le trattative. Ma Lester non sente ragioni, e inveisce dicendo che vuole riavere il padre, ucciso tempo prima dai poliziotti. Jackson ha moglie e figlio scomparsi. Mentre fuori la folla e le televisioni si accalcano, la polizia decide di fare un bliz. In un flashback Lester ricorda la morte del padre, ucciso dalla polizia quando era sofferente di asma, e lui era rimasto a guardare. Il blitz rimette le cose a posto. Alcuni finiscono in carcere, altri sono arruolati nell'esercito.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una di quelle storie troppo tipicamente ed esclusivamente 'americane'. Non che i problemi relativi ai rapporti insegnanti/studenti o studenti/autorità non esistano nel resto del mondo: qui ad essere molto 'localizzati' sono l'ambientazione (gli alunni sono quasi per intero di colore), il tipo di reazione, i dialoghi, il poliziotto, anch'egli nero, e quindi tutto un modo di atteggiarsi tra dinamica da musica rap, frasi fatte, riferimenti ad una prevedibile gestualità. Si potrebbe aggiungere, per allargare le prospettive, che la storia parla di ingiustizia più che di scuola, e anche della perdita di controllo di una situazione. Si osserva infatti che cosa succede quando non si è in grado di gestire momenti delicati nei quali basta una parola in più o in meno per risolvere o aggravare gli esiti. Qualche passaggio di violenza un po' eccessivo, il senso della vendetta che cresce al di là dell'episodio che l'ha provocata e altre circostanze non ben risolte inducono a valutare, dal punto di vista pastorale, il film come discutibile, e problematico. sul versante propositivo ci sono precise intenzioni di denuncia sia contro gli studenti sia per i metodi iniqui della polizia. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film può essere utilizzato come ritratto di certe situazioni scolastiche americane, da raffrontare con quelle europee e italiane. Attenzione per i minori in caso di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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