UNDERGROUND * * *

Valutazione
Complesso, Discutibile, Dibattiti
Tematica
Conflitti etnici, Metafore del nostro tempo, Politica-Società
Genere
Metafora
Regia
Emir Kusturica
Durata
192'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
UNDERGROUND
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Dusan Kovacevic, Emir Kusturica Dusan Kovacevic
Musiche
Goran Bregovic
Montaggio
Branka Ceperac

Sogg.: Dusan Kovacevic -Scenegg.: Dusan Kovacevic, Emir Kusturica - Fotogr.: (panoramica / a colori) Vilko Filac - Mus.: Goran Bregovic - Montagg.: Branka Ceperac -Dur.: 192' - Produz.: Ciby 2000

Interpreti e ruoli

Miki Manojlovic (Marko), Lazar Ristovski (Blacky), Mirjana Jokovic (Natalija), Slavko Stimac (Ivan), Ernst Stotzner (Franz), Mirjana Karanovic (Vera), Srdan Todorovic (Jovan), Milena Pavlovic (Jelena)

Soggetto

Nel 1941 a Belgrado il "compagno" Marko che insieme all'inge-nuo e impetuoso Blacky si destreggia con scaltrezza contro i nazisti accolti alcuni rifugiati nello scantinato del nonno li convince a fabbricare armi e altri prodotti destinati al mercato nero. Del gruppo fanno parte anche il gio-vane fratello di Marko, Ivan, e la moglie di Blacky, Vera, che muore dando alla luce un figlio, Jovan. Due anni dopo Blacky si esibisce nella più spetta-colare delle sue azioni assaltando un teatro per rapire la giovane attrice di cui è follemente innamorato, Natalija. Arrestato da Franz, il protettore nazista della donna, Blacky sopporta orribili torture prima che Marko lo liberi per nascondere anche lui nello scantinato. Certo dell'assoluta fedeltà di Blacky, Marko non esita a tradirlo seducendo Natalija. Nel 1944 finisce la guerra: mentre nel sottosuolo si continuano a fabbricare armi, la Jugoslavia soccom-be a un altro miraggio: il culto del dittatore Tito. Marko emerge come espo-nente del regime e Natalija diventa un idolo delle masse, mentre Blacky, che tutti credono morto, è onorato dalla nazione come eroe della Resistenza. La macchinazione viene scoperta nel 1961, durante il matrimonio di Jovan con Jelena, quando Natalija, ubriaca, rivela a Blacky il suo amore per Marko e l'inganno dell'amico. Blacky dà una pistola a Marko che inscena un simbo-lico suicidio, sparandosi alle gambe. Poi un'esplosione accidentale apre nello scantinato uno squarcio verso l'esterno. Emersi dal sottosuolo, Blacky e Jovan si trovano davanti un gruppo di nazisti. Blacky comincia a sparare all'impazzata, ignaro di essere capitato sul set di un film sulla sua vita, basato sui racconti fittizi di Marko. Mentre questi fugge insieme a Natalija attraver-so il dedalo di tunnel che collegano le capitali d'Europa, Jovan annega nel Danubio inseguendo il miraggio della moglie. Nel 1991, dopo un lungo internamento in un ospedale psichiatrico, Ivan viene a sapere della macchi-nazione del fratello e del nuovo dramma della Jugoslavia. Servendosi della vecchia rete di tunnel torna in Slavonia dove Blacky dirige un commando militare. In un villaggio distrutto Ivan si imbatte nel fratello, sempre coin-volto in discutibili traffici. Accecato dalla rabbia, Ivan lo picchia: convinto di averlo ucciso, si impicca nel campanile di una chiesa. Sarà un anonimo soldato ad uccidere Marko e Natalija, mentre Blacky ne scoprirà i cadaveri illividiti. Tornato nello scantinato ormai abbandonato da trent'anni, Blacky, seguendo la voce del figlio morto, annega nel dedalo dei tunnel che sfociano sul Danubio, sulle cui rive "ritrova" con gioia tutte le persone, amate e disprezzate, che ha conosciuto in vita. Ora, nella morte, non c'è più rancore, si beve e si balla tutti insieme, mentre un lembo di terra su cui tutti si trovano si stacca dalla tormentata madrepatria.

Valutazione Pastorale

Fantasia fervida, senso vivissimo dell'allegoria, denudamento degli aspetti più ipocriti della vita politica, capacità di ironizza-re sulle proprie tragedie:questi sono gli elementi peculiari del film di Emir Kusturica, malgrado esagerazioni visive, cadute di tono e gusto, e qualche lungaggine. La sostanza del film è coinvolgente a più livelli e la critica al clima di menzogna ideologica e morale del passato regime e la colpevole indifferenza iniziale e l'ambigua ingerenza dell'Occidente nei recenti avveni-menti suscitano naturalmente la voglia di discutere nello spettatore, poiché pochi potevano prevedere un simile epilogo per un Paese potenzialmente valido a livello europeo come la ex Jugoslavia. Una della cause è certo il "sotterramento" delle energie più valide e degli onesti del Paese da parte di personaggi senza scrupoli come Marko, ma il film non può, e forse non pre-tende, dare una cifra persuasiva per interpretare l'inattesa e feroce escalation di massacri etnici. Il lavoro risulta un affresco possente e pregnante e uno spettacolo di grandissimo effetto.

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