VENERE NERA

Valutazione
Complesso, scabrosità, Adatto per dibattiti
Tematica
Donna, Politica-Società, Scienza, Sessualità, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Abdellatif Kechiche
Durata
159'
Anno di uscita
2011
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
Venus noire
Distribuzione
Lucky Red Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Abdellatif Kechiche, Ghalya Lacroix Abdellatif Kechiche
Musiche
Slaheddine Kechiche
Montaggio
Camille Toubkis, Ghalya Lacroix, Laurent Rouan, Albertine Lestera

Orig.: Francia (2010) - Sogg.: Abdellatif Kechiche - Scenegg.: Abdellatif Kechiche, Ghalya Lacroix - Fotogr.(Panoramica/a colori): Lubomir Bakchev, Sofian El Fani - Mus.: Slaheddine Kechiche - Montagg.: Camille Toubkis, Ghalya Lacroix, Laurent Rouan, Albertine Lestera - Dur.: 159' - Produz.: Marin Karmitz, Nathanael Karmitz, Charles Gillibert.

Interpreti e ruoli

Yahima Torres (Saartjie), Andre Jacobs (Hendrick Caezar), Olivier Gourmet (Réaux), Elina Lowensohn (Jeanne), Francois Marthouret (Georges Cuvier), Michel Gionti (Jean Baptiste Berré), Jean-Christophe Bouvet (Charles Mercailler), Violaine Gilibert (Géraldine Rivière), Violaine de Carne . (Diane de Méry)

Soggetto

Agli inizi del XIX secolo, la giovane Saartjie Baartman, meglio nota come la 'Venere ottentotta' a causa delle su forme fisiche fuori dalla norma, viene portata in Europa con l'inganno e ben presto esposta come fenomeno da baraccone a Londra e poi a Parigi da impresari senza scrupoli. Dai teatri alle feste private alle case di tolleranza dove Saartjie contrae gravi malattie. Nella capitale francese illustri scienziati la vogliono per studiare nel dettaglio la struttura del corpo. Saatjie muore nel 1815, e le viene riservata una grande cerimonia funebre.

Valutazione Pastorale

Con scelta senz'altro interessante, Kechiche recupera una storia vera del tutto dimenticata, che riporta in primo piano due aspetti centrali dell'Ottocento europeo: lo spettacolo, e la scienza. I viaggi del secolo precedente hanno allargato confini e conoscenze. Uomini e donne, specie di colore, sono 'novità' per popolo, borghesi, nobili, e come tale vengono dati in pasto. E' forse la prima costruzione di uno 'star system' dedito a stupire, facendo vedere cose 'mai viste prima', e ben consapevole di doverci guadagnare sopra. Dall'altra parte, una scienza a sua volta avida di scoperte e che, dietro la patina dell'accademia, esigeva prestazioni per niente civili. Ecco allora la cronaca della infelice vita di una ragazza due volte vittima. Poteva essere un intenso racconto di denuncia ma l'iperegocentrica ispirazione di Kechiche rischia di vanificare il tutto. Ancora una volta (come nel precedente "Cous cous", 2007), il regista riesce ad essere eccessivo, debordante, attaccato all'immagine piena, aggressiva, scioccante anche quando non serve. Nella descrizione dei festini, del bordello, di molte situazioni critiche il gusto del barocco, della sottolineatura, della ripetizione prevale senza mai qualche sintesi, qualche sottinteso, qualche richiamo. Ne vengono fuori ben 159' non tutti necessari e difficili da seguire. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, segnato da scabrosità e tuttavia adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo presente quanto detto sopra e quindi con attenzione per un pubblico meno avvertito. Meglio pensare a situazioni mirate anche per avviare riflessioni sullo scenario storico-sociale che la pellicola propone. Stessa attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri strumenti tecnici.

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