VIAGGIO IN INGHILTERRA ***

Valutazione
Raccomandabile, Realistico, Dibattiti
Tematica
Metafore del nostro tempo, Morte, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Richard Attenborough
Durata
130'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
SHADOWLANDS
Distribuzione
Life International
Soggetto e Sceneggiatura
William Nicholson Tratto dal lavoro teatrale di William Nicholson
Musiche
George Fenton
Montaggio
Lesley Walker

Sogg.: Tratto dal lavoro teatrale di William Nicholson - Scenegg.: William Nicholson - Fotogr.: (scope/a colori) Roger Pratt - Mus.: George Fenton - Montagg.: Lesley Walker - Dur.: 130' - Produz.: Richard Attenborough, Brian Eastman

Interpreti e ruoli

Anthony Hopkins (Jack S. Lewis), Debra Winger (Joy Gresham), Edward Hardwicke (Warnie Lewis), John Wood (Christopher Riley), Michael Denison (Harry Harrington), Joseph Mazzello (Douglas Gresham), Leigh Burton Gill (Signora Parrish), Daniel Goode, Toby Whithouse, James Frain, Robert Flemyng, Peter Howell, Andrew Hawkins

Soggetto

lo scrittore e docente universitario ad Oxford, Jack S. Lewis, tiene le sue affollatissime lezioni e conferenze con grande successo e distaccata professionalità, circondato dall'ammirazione di studenti e pubblico (in particolare femminile adulto) e dalla stima dei colleghi scapoli come lui. Proprio dall'estero, a interrompere la tranquilla metodicità del suo quotidiano privato, condiviso con l'altrettanto metodico e discreto fratello Warnie, lui pure scapolo, accuditi ambedue da una massiccia e sbrigativa governante, gli viene la richiesta di un colloquio dalla scrittrice e poetessa americana Joy Gresham. Lewis rimane colpito dalla personalità disinvolta e anticonformista della giovane donna. Quando questa gli chiede un secondo incontro con il figlio Douglas, un ragazzo lettore assiduo dei libri di Lewis per l'infanzia, che desidera conoscerne l'autore, lo scrittore la invita senz'altro a trascorrere col figlio nella propria abitazione il periodo natalizio. Joy si rivela conoscitrice degli scritti di Lewis, che cita nei colloqui con incredibile naturalezza; ma arriva pure a confidargli le proprie disavventure coniugali e il proposito di trasferirsi in Inghilterra, chiedendogli per questo un aiuto rischioso: fingere un matrimonio "tecnico", che le consenta di ottenere la cittadinanza inglese e le agevolazioni che ne conseguono. Non indifferente al fascino e alla penosa situazione di Joy, dopo qualche riflessione, Lewis si presta a tale imbarazzante formalità. Solo quando Joy, presa improvvisamente da un male incurabile, viene ricoverata all'ospedale, Lewis avverte in pieno quanto gli sia diventata cara e decide di sposarla realmente con rito religioso, all'interno dello stesso ospedale. Durante una breve tregua dell'inoserabile male, i due trascorrono un periodo d'intensa e pensosa intimità, che trasformerà interiormente il compassato gentleman in un uomo nuovo, aperto alle vibrazioni e alle emozioni della più schietta umanità, e sensibile agli altri e ai grandi problemi della vita.

Valutazione Pastorale

più che un "viaggio in Inghilterra" è il viaggio nell'anima di un inglese eccezionale: colto, profondo, di fede e di preghiera senza ostentazione nè reticenze, ancorchè da intellettuale meditativo e naturalmente incline alla sobrietà e all'onestà, più che da credente convinto. Interpretato con bravura e versatilità da Anthony Hopkins, emerge dal film un Lewis che dalla cattedra, agli scritti, alla vita testimonia uno spirito di grande levatura, che si pone e cerca risposta ai grandi interrogativi della vita: Dio e la sua bontà, il male, il dolore, la morte, il destino dell'uomo, pervenendo con acute intuizioni alle soglie del mistero, con una struggente nostalgia d'infinito, poco aiutato, forse, dal credo anglicano, chiuso alle dinamiche creative e coinvolgenti della nuova evangelizzazione da un conservatorismo rigido. Proprio dall'esperienza di un grande amore che supera finalmente gli stereotipi dell'identificazione con l'erotismo e dall'angoscia cocente di averlo perduto esce un Lewis nuovo, straziato dal dolore, ma riconciliato con la vita: più vero, più umano, più vicino. Notevole pure l'interpretazione di Debra Winger (la poetessa americana) e del piccolo Joseph Mazzello.

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