VIDEOCRACY – Basta apparire

Valutazione
Complesso, superficialità, dibattiti
Tematica
Mass-media, Politica-Società, Potere, Storia
Genere
Documentario
Regia
Erik Gandini
Durata
82'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Svezia
Titolo Originale
Videocracy
Distribuzione
Fandango
Musiche
Johan Soderberg
Montaggio
Johan Soderberg

Orig.: Svezia (2009) - Sogg. e scenegg.: Erik Gandini - Fotogr.(Panoramica/a col.): Manuel Alberto Claro, Lukas Eisenhauer - Mus.: Johan Soderberg - Montagg.: Johan Soderberg - Dur.: 82' - Produz.: Erik Gandini.

Soggetto

Attraverso la proposta di spezzoni di programmi del passato e di interviste a protagonisti più o meno noti (oltre alla presenza di Ricky, giovane operaio lombardo deciso a conquistarsi uno spicchio di successo sul piccolo schermo, perché non vuole "andare in fabbrica per sempre"), si delinea il ritratto degli utlimi ntrenta anni della televisione italiana. Dall'avvento delle tv private al primo decennio del Duemila, l'obiettivo è dimostrare quanto il sistema televisivo abbia influenzato la società, le abitudini, la politica del nostro Paese.

Valutazione Pastorale

Nato a Bergamo nel 1967, Erik Gandini si é trasferito in Svezia all'età di 19 anni, ha frequentato una scuola di cinema-documentario e ha proseguito gli studi in Cinematografia all'università di Stoccolma. "L'Italia che ho ritrovato -dice oggi- é avvolta da una tensione fortissima, non tanto fra destra e sinistra quanto fra televisione e spettatori. Soprattutto i giovani, che pur di accedere in quel mondo che dall'alto li domina e li affascina, vedono come unico strumento, per imporre la propria immagine e il proprio corpo, l'uso indiscriminato di una telecamera o di un telefonino". Nell'incandescente dibattito sull'invadenza che la televisione ha preso nella vita quotidiana italiana, il documentario trova un giusto posto, sia per i materiali che propone sia per l'intenzione di svelare alcuni meccanismi 'dietro le quinte' che sfuggono allo spettatore distratto (o reso tale). E tuttavia il lavoro di Gandini non si sottrae alla sensazione che l'argomento sia affrontato in modo insufficiente, non esaustivo rispetto alle molte sfaccettature che propone. Qua e là il tono appare un po' sbrigativo e la ripetizione di persone e situazioni sottrae incisività al ritmo. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come complesso, e non privo di superficialità (che riguardano appunto la realizzazione, non certo l'argomento). UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e riproposto in seguito in situazioni mirate come avvio alla riflessione sul tema centrale del ruolo della tv in Italia.

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