Villetta con ospiti

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Lavoro
Genere
Drammatico
Regia
Ivano De Matteo
Durata
88'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Accademy two
Soggetto e Sceneggiatura
Ivano de Matteo, Valentina Ferlan
Fotografia
Maurizio Calvesi
Musiche
Francesco Cerasi
Montaggio
Marco Spoletini
Produzione
Marco Poccioni, Marco Valsania

Interpreti e ruoli

Marco Giallini (Giorgio), Michela Cescon (Diletta), Massimiliano Gallo (Commissario Panti), Erika Blanc (Miranda), Cristina Flutur (Sonja), Bebo Storti (Dottor De Santis), Vinicio Marchioni (Don Carlo)

Soggetto

Nella villa di una cittadina del Nord Italia, vive una famiglia benestante. La sera il padre parte per un impegno di lavoro, e quella stessa notte un giovane rumeno, figlio della governante, viene colpito da un colpo di pistola e muore…

Valutazione Pastorale

Regista romano, nato nella Capitale il 22 gennaio 1966, Ivano De Matteo ha finora diretto sei lungometraggi per il grande schermo, a partire da “Ultimo stadio” (2002). In questo quindicennio di lavoro, si è messo in evidenza per la capacità di accostare storie tendenzialmente ruvide e aspre, specchio di una realtà italiana aggredita da una quotidianità di difficile gestione. In particolare il tema della famiglia, delle dinamiche familiari, del difficile punto d’incontro tra genitori e figli, già presente nei precedenti “I nostri ragazzi” (2014) e in “La vita possibile” (2016), torna in questo soggetto, rimescolato e riannodato a quello, non nuovo ma ora più di prima centrale, dell’incontro tra i residenti (italiani) e gli ospiti (qui, rumeni). Al centro della tragedia che si delinea, la morte di un ragazzo, evento tanto brutto quanto involontario, ne segue uno scontro tra padroni/ricchi e dipendenti/poveri. Dove la dicotomia, al netto di torti e ragioni, prova a uscire dalla palude della colpa per cadere in quella della corruzione e della soluzione ipocrita. Il finale è tanto palesemente affrettato quanto intrigante. Se tutti hanno colpa, non c’è nessuna colpa, e non resta che guardarsi sconsolati gli uni con gli altri. De Matteo – con il supporto di un gruppo di attori valido e di forte tensione drammatica – si conferma regista introverso e pessimista, con una visione di non facile approccio sulla realtà. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per approfondire la dimensione sociale italiana nelle sue sfumature più problematiche

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