VIPERA

Valutazione
Accettabile-riserve, semplice
Tematica
Donna, Famiglia - genitori figli, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Sergio Citti
Durata
92'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Làntia Cinema & Audiovisivi
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Ugo De Rossi

Orig.: Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Vincenzo Cerami e Sergio Citti - Fotogr.(Panoramica/a colori): Blasco Giurato - Mus.: Nicola Piovani - Montagg.: Ugo De Rossi - Dur.: 92' - Produz.: Cosmo Production.

Interpreti e ruoli

Harvey Keitel (Leone), Giancarlo Giannini (Guastamacchia), Elide Melli (Vipera), Larissa Volpentesta (Rosetta bambina), Annalisa Schettino (Rosetta adulta), Rosario Ainnusa (Fortunato), Paolo Pini (Luca), Goffredo Fofi (prete), Maria Rosa Sapienza (strega)

Soggetto

Sicilia, sul finire della seconda guerra mondiale. Leone, maniscalco abbandonato per un altro uomo dalla moglie che lui chiama 'Vipera', vive di stenti con la figlia Rosetta. Il giorno della prima Comunione, la bambina scappa impaurita. Solo più tardi Leone viene a sapere che é incinta e che a farle violenza è stato Guastamacchia, gerarca del paese e ora riciclatosi nel clima repubblicano. Dopo che il padre, dedito all'alcool, é morto in un incidente lungo il fiume, Rosetta partorisce in ospedale e subito il figlio le viene tolto. Una delle dame di carità lo prende in braccio, dicendo: 'Sei fortunato, ti chiameremo Fortunato'. Rosetta, a sua volta, viene portata in un istituto di reiducazione, da dove esce appena è maggiorenne. Siamo ormai negli anni Cinquanta, e la ragazza si mette in cammino con il proposito di ritrovare il figlio. Trova invece dapprima la madre, che vive con un figlio piccolo che lei pensa possa essere il suo. Qualche giorno dopo invece arriva il padre e lo porta via. Vipera, distrutta dal dolore, perde il controllo e sotto la pioggia si offre in un ultimo atto di follia nuda per la strada a chiunque possa desiderarla. Rosetta va ancora avanti e, trovatatasi in un casale gestito da un gruppo di prostitute, si imbatte di nuovo in un ragazzino che aveva incontrato tempo prima. Rosetta ora lo segue fino alla sua povera baracca fuori paese. Lei prepara la cena e poi i due vanno a dormire. Nel buio Rosetta chiede: 'Come ti chiami?' e lui risponde: 'Fortunato, ma non é colpa mia'.

Valutazione Pastorale

Dice Sergio Citti: " 'Vipera' ripesca dal dimenticatoio una tranche de vie che riguarda l'Italia dimenticata, quella povera, quella che moriva alla vigilia degli anni Sessanta, quando la fame, la miseria, il ricordo della guerra riempivano le notti e i giorni di quasi tutti gli italiani. Una vicenda che narra la bellezza e la bruttezza dell'analfabetismo, di un'epoca difficile ma anche uno stretto contatto con i bisogni primari delle persone. Al centro il tema della maternità, quasi a fare della figura materna, così naturalmente avvinghiata alla vita, l'emblema di un valore che l'epoca moderna tende via via a cancellare". Di matrenità, di giovani madri e di neonati si parlava anche nel precedente film di Citti, "I magi randagi" (1996), e con uguale passione ma con maggiore forza narrativa. Qui Citti, volendo recuperare un preciso contesto storico, trova difficoltà nel fare andare di pari passo il tono realistico (che poco gli appartiene) e quello favolistico (che gli è più congeniale). L'esito è un ibrido che in più momenti segna il passo. L'estetica tutta 'naif' del regista, la sua ingenuità scoperta e indifesa denunciano limiti, quando cala l'ispirazione visiva e rimangono in primo piano personaggi dalla costruzione psicologica troppo approssimativa e ambienti ritratti in fretta e furia. Resta la 'sincerità' di Citti, la sua ansia di recuperare, secondo la lezione di Pasolini, alcuni valori nascosti e incontaminati, allo stato puro. Dal punto di vista pastorale, il racconto è quindi da valutare positivamente, pur con qualche riserva per alcuni passaggi un po' forzati, e da indicare come semplice, a sottolineare la estrema linearità della narrazione. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre come ritratto di un 'Italia 'nascosta' a cavallo tra anni Quaranta e Cinquanta.

Le altre valutazioni

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