YOUNG AMERICANS (GIOVANI AMERICANI)

Valutazione
Discutibile, Crudo
Tematica
Genere
Poliziesco
Regia
Danny Cannon
Durata
106'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
YOUNG AMERICANS
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Danny Cannon, David Hilton
Musiche
David Arnold
Montaggio
Alex Mackie

Sogg. e Scenegg.: Danny Cannon, David Hilton - Fotogr.: (scope/a colori) Vernon Layton - Mus.: David Arnold - Montagg.: Alex Mackie - Dur.: 106' - Produz.: Paul Trijbits, Alison Owen

Interpreti e ruoli

Harvey Keitel (John Harris), Iain Glen (Edward Foster), John Wood (Richard Donnelly), Terence Rigby (Sidney Callow), Keith Allen (Jack Doyle), Craig Kelly (Christian O' Neill), Thandie Newton (Rachael Stevens), Viggo Mortensen, Dave Duffy, Geoffrey Mc Givern, Nigel Clauzel, Huggy Leaver, Dig Wayne, Chris Adamson

Soggetto

come consulente esperto nella lotta alla droga arriva dall'America a Londra John Harris: deve affiancare uno speciale reparto di Scotland Yard, poiché nella capitale britannica i problemi non sono molto diversi da quelli di Los Angeles. La situazione è però forse più grave da affrontare, dato che traffici ed affari loschi sono in genere gestiti da bande di giovani, capeggiati da criminali di poco più grandi di loro, tanto che i vecchi boss si sono in larghissima misura ritirati e, anzi, ai poliziotti chiedono protezione. Harris si informa, consulta dossier e comincia a muoversi frequentando non solo locali sordidi, ma anche discoteche, per avvicinare i teppisti che hanno una caratteristica in comune: sparano e uccidono per un nonnulla. Nella zona in cui Harris opera, due sono i capi emergenti e arroganti: Edward Foster e Richard Donnelly, aiutati da vari scagnozzi. A un certo Christian O' Neill un giovane in cerca di guai viene barbaramente ucciso il padre, che si è appena risposato. Christian si vuole vendicare, e d'altra parte si è preso una giovane di colore (già fidanzata con un amico spacciatore) e l'idea di fuggire con lei verso altri lidi lo attira molto. Tra risse e cadaveri, Harris si avvale di Christian, il quale riesce a fare incastrare dalla Polizia un tizio della banda di Foster. Anche se per costui il tradimento dello spione è insopportabile, ormai le forze dell'ordine lo hanno individuato. Poi altri "cattivi" vengono eliminati, uno dei quali ucciso perfino da un anziano boss, che i "nuovi" criminali hanno fatto aggredire in casa propria da due balordi. Harris, dopo aver svolto il suo lavoro, prende l'aereo per ritornare in America: farà pure una tappa a New York per rivedere i figli che ama e la moglie, da cui è separato suo malgrado.

Valutazione Pastorale

un prodotto mediocre che nulla aggiunge di nuovo alla categoria dei film polizieschi ed alle imprese di balordi e spacciatori sulle cui labili piste si scatena la Polizia. Qui a fare il "discorso sul metodo" arriva John Harris, bravo americano, più aggiornato dei colleghi londinesi. Vecchi boss hanno fatto il loro tempo: oggi anche a Londra è infinitamente più facile sparare e uccidere, magari solo per noia o per gioco. Tutto questo è nel sottofondo del film; il resto annovera bombe, sparatorie, coltellate e droga: è l'armamentario consueto e in conclusione scontato. Il film, che è assai dispersivo anche per qualche frangia assolutamente inutile, non deve però essere considerato come noioso e mancato. E' soltanto inerte e privo di forti emozioni ma con molte crudezze.

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