ZODIAC

Valutazione
Accettabile, problematico ***
Tematica
Famiglia, Giallo - Triller
Genere
Thriller
Regia
David Fincher
Durata
156'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Zodiac
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
James Vanderbilt basato sui romanzi "Zodiac" e "Zodiac Unmasked : The Identity of America's Most Elusive Killer Revealed" di Robert Graysmith
Musiche
David Shire
Montaggio
Angus Wall

Orig.: Stati Uniti (2007) - Sogg.: basato sui romanzi "Zodiac" e "Zodiac Unmasked : The Identity of America's Most Elusive Killer Revealed" di Robert Graysmith - Scenegg.: James Vanderbilt - Fotogr.(Scope/a colori): Harris Savides - Mus.: David Shire - Montagg.: Angus Wall - Dur.: 156' - Produz.: Cean Chaffin, Brad Fischer, Mike Medavoy, Arnold Messer, James Vanderbilt.

Interpreti e ruoli

Jake Gyllenhaal (Robert Graysmith), Robert Downey Jr. (Paul Avery), Mark Ruffalo (Dave Toschi), Anthony Edwards (Armstrong), Brian Cox (Melvin Bell), Dermot Mulroney (cap. Lee), Chloe Sevigny (fidanzata di Robert), Adam Goldberg (Duffy Jennings), John Carroll Lynch (Arthur Leigh Allen), Philip Baker Hall (Sherwood Morrill), Elias Koteas (Jack Mulanax), Clea Duvall (Linda Ferrin)

Soggetto

A partire dal luglio 1969 un serial killer miete vittime a San Francisco e dintorni. La polizia avvia le indagini ma il caso è tutt'altro che facile. Ad un certo punto il killer si fa vivo inviando lettere al procuratore Bell e poi anche al San Francisco Cronicle. Così il caso viene seguito sia dal poliziotto Dave Toschi sia da Paul Avery, vignettista, e da Robert Graysmith, cronista, entrambi del Cronicle. Gli anni passano, e nessuna pista riesce ad essere soddisfacente. Tra polizia e giornalisti si crea frizione, e Avery finisce per abbandonare. Armstrong, un altro poliziotto, si fa trasferire. Graysmith non si rassegna. Infine crede di riconoscere il colpevole in un certo Allen. Lo dice a Toschi. Ma i sospetti non possono trovare conferma. Allen muore. E siamo arrivati al 16 agosto 1999.

Valutazione Pastorale

Un'indagine di trenta anni e nessun colpevole accertato. I fatti sono veri, si tratta quindi di cronaca che nel frattempo si è fatta storia. I titoli di coda informano sulla situazione attuale dei vari protagonisti. Una materia intricata nella quale il David Fincher de "I soliti sospetti" si muove da par suo, riuscendo a coniugare il difficile percorso delle indagini con la lenta, inesorabile crisi psicologica che attanaglia i personaggi, di fronte all'impossibilità di venirne a capo. L'impressione di essere sbeffeggiati dal colpevole e di non riuscire con strumenti razionali a decifrare le lettere in codice da lui beffardamente inviate cambia il destino del poliziotto e dei due cronisti, ribaltando la situazione e facendoli quasi sentire a loro volta colpevoli. La sfida del regista è anche nella lunghezza del copione (oltre due ore e mezzo) dove però solo qua e là spuntano pochi passaggi superflui. Per il resto la storia si muove tra atmosfere azzeccate, disegnando positivamente il diagramma di un'amarezza che diventa sensazione di incapacità di fronte al crimine irrisolto. Operazione di qualità dunque e film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, e nell'insieme problematico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, con attenzione per i più piccoli anche in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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