I film della settimana, restando a casa dal 18 al 24 maggio

lunedì 18 Maggio 2020
Un articolo di: Massimo Giraldi, Sergio Perugini

Sette titoli tra film e serie Tv a cura dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali – Commissione nazionale valutazione film CEI

Prosegue la quarantena ancora in casa per molti italiani, soprattutto per chi ha figli. Continuano dunque con le proposte di visione di film e serie Tv da recuperare sulle principali piattaforme; sette titoli pensati un po’ per tutte le età e i gusti, consigliati dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali – Commissione nazionale valutazione film CEI.

“Figli” (Prime Video – NowTv)
Uscito nelle sale cinematografiche italiane a fine gennaio 2020, sbarca subito sulle piattaforme Prime Video e NowTv la commedia italiana “Figli” diretta da Giuseppe Bonito e interpretata da Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi. Il film nasce dall’idea, dal monologo “I figli invecchiano”, di Mattia Torre (“Boris”, “La linea verticale”), regista e autore scomparso prematuramente nel 2019. È il racconto ironico-graffiante della tempesta perfetta che si abbatte su una coppia di quarantenni, Nicola e Sara, che scoprono di aspettare un altro figlio dopo la primogenita di sei anni. Grande gioia, ma anche tanto smarrimento, per le non poche difficoltà economiche e forse per il sentirsi ormai quasi fuori tempo per un impegno simile. La nascita di Pietro metterà, infatti, alla prova la tenuta familiare, nella gestione del piccolo, nelle attenzioni da rivolgere alla bimba più grande, senza contare l’impossibilità di un aiuto da nonni e babysitter. Un racconto ben scritto da Mattia Torre, che prende forma con grande forza e incisività grazie ai bravi interpreti, capaci di rendere la complessità dei personaggi e delle situazioni sempre sulla linea di confine tra il dolce e l’amaro. Un’istantanea dell’affanno delle coppie di oggi, che si mettono in gioco nel costruire una famiglia e il più delle volte esposti a continui imprevisti e pochi aiuti. Dal punto di vista pastorale il film è brillante, problematico e adatto per dibattiti.

“Le vite degli altri” (RaiPlay)
Un vero successo per la Germania nella stagione cinema 2006-2007 il film “Le vite degli altri” (“Das Leben der Anderen”, 2006) di Florian Henckel von Donnersmarck, opera che ha ottenuto il premio del pubblico al Festival di Locarno, tre EFA, un David di Donatello e l’Oscar come miglior film straniero. La storia si snoda nel cuore della DDR anni ’80, nella polarizzazione tra Germania Est e Ovest. Protagonisti sono l’attrice teatrale Christa Maria Sieland (Martina Gedeck) e il compagno drammaturgo Georg Dreyman (Sebastian Koch); la coppia è costantemente seguita dalla Stasi, che dissemina microspie nella loro abitazione. Ad ascoltarli h24 è in particolare il capitano Gerd Wiesler (Ulrich Mühe), agente integerrimo e disciplinato; seguendoli in ogni circostanza l’uomo inizia ad affezionarsi, riscoprendo sentimenti nascosti e repressi a causa delle rigide regole d’apparato. Un cambiamento graduale e irreversibile sboccia nel cuore dell’uomo, al punto da mettere tutto in discussione pur di aiutare i due artisti a non lasciarsi scoprire nell’attività di passaggio di informazioni con l’Ovest. Il regista Florian Henckel von Donnersmarck compone un racconto intimo, introspettivo, descrivendo il cambiamento politico-sociale del Paese prossimo allo sgretolamento, al crollo del Muro di Berlino. Il ventaglio emotivo è ben descritto, commuove e coinvolge. Tra gli interpreti, tutti di grande livello, è da ricordare soprattutto Ulrich Mühe, l’agente Wiesler, scomparso prematuramente subito dopo l’uscita del film. Dal punto di vista pastorale l’opera è problematica e adatta per dibattiti.

“Se Dio vuole” (RaiPlay)
Un corpo a corpo sul binario della commedia tra un sacerdote e un ateo convinto; un confronto sulle prime impossibile, che si apre invece all’ascolto. È questa la linea narrativa del film “Se Dio vuole”, esordio alla regia dello sceneggiatore-attore Edoardo Falcone. Interpretato con grande trasporto da Marco Giallini e Alessandro Gassmann, è la storia di Tommaso, affermato chirurgo di Roma che lavora senza sosta e assicura alla famiglia un tenore di vita elevato. Quando il figlio Andrea gli dice di voler interrompere gli studi in medicina e di voler entrare in seminario, Tommaso subisce uno shock. Tommaso si adopera subito per capire chi possa aver “raggirato” il ragazzo, scontrandosi con don Pietro (Gassmann), sacerdote quarantenne schietto e in prima linea nelle periferie della Capitale. Tra i due volano scintille… Al di là di qualche sbavatura narrativa, “Se Dio vuole” mette in scena in maniera convincente l’immagine di una Chiesa in uscita, di un sacerdote in mezzo alla comunità, come pure il bisogno di dialogo e ascolto nella società, in famiglia. Falcone è bravo a costruire tra i personaggi principali una schermaglia dialettica che scivola in modo svelto e brillante tra equivoci, incomprensioni, sorprese, facce attonite, reazioni arrabbiate, sotterfugi inopinati. Dal punto di vista pastorale, il film è consigliabile, problematico e per dibattiti.

“Love is all you need” (RaiPlay)
Grande regista è la danese Susanne Bier, capace di raccontare conflitti sociali e drammi familiari con pathos e poesia; suoi sono “Non desiderare la donna d’altri” (2004), “Dopo il matrimonio” (2006), “In un mondo migliore” (2010, Oscar miglior film straniero) e la serie Tv “The Night Manager” (2016). Nel 2011 decisa ad abbandonare momentaneamente la cifra drammatica, gira in Italia la commedia “Love Is All You Need” (“Den skaldede frisør”, 2012). Il film che racconta la storia della cinquantenne danese Ida (Trine Dyrholm), che ha appena vinto la battaglia contro un tumore al seno e si appresta a partire per Sorrento, dove si sposerà la figlia; purtroppo la partenza inizia nel segno dell’amarezza, quando scopre che il marito la tradisce da anni con la segretaria. Una volta giunta in Italia la donna entra subito in aperto conflitto con il papà dello sposo, Philip (Pierce Brosnan), un manager inglese brillante ma dai modi asciutti. Quello che sembra uno scontro, in verità si rivela un incontro carico di tenerezza, la possibilità di una seconda occasione nella vita dopo tante sofferenze.
La Bier rilegge il cliché della commedia romantica alla luce dei modelli culturali dell’Europa del Nord; la collocazione del racconto sulla Costiera amalfitana arricchisce il tutto di colori, odori e profumi suggestivi. La regista ha in generale l’occhio giusto per organizzare il materiale narrativo con toni cadenzati e suadenti, dirigendo bene gli attori (eccellenti Trine Dyrholm e Pierce Brosnan!) e cadenzando il racconto con brusche e incisive traiettorie tra scorci panoramici che sfidano il convenzionale. Film svelto, astuto e intrigante, che dal punto di vista pastorale è consigliabile e brillante.

“UP” (Disney+)
Sulla piattaforma Disney+ si possono riscoprire grandi classici del passato come pure perle della produzione più recente. Una di queste è il cartoon “UP” (2009) targato Pixar, commedia scritta e diretta da Pete Docter e Bob Peterson, Oscar nel 2010 come miglior film d’animazione e per la colonna sonora di Michael Giacchino. “UP” è un racconto denso di poesia e richiami educativi, la storia dell’amicizia formativa tra l’anziano ottantenne Carl (Giancarlo Giannini) e il bambino di otto anni Russell, animato dal desiderio di diventare esploratore. Due figure distanti per età, ma vicine per bisogno di ascolto e tenerezza, che finiscono per legare grazie a un’inaspettata avventura su una casa volante, trascinata in cielo da una pioggia colorata di palloncini. Il racconto tocca le corde dell’ironia, dell’emozione e del sentimento senza mai sfiorare l’artificio; una fiaba intensa, bella e vera, un ritorno alla fantasia che fa crescere. Dal punto di vista pastorale, il film è raccomandabile e poetico.

“Bodyguard” (Netflix)
Tra i titoli inglesi di forte richiamo su Netflix c’è il thriller poliziesco “Bodyguard”, miniserie in sei puntate ad alto tasso di adrenalina in onda sulla BBC nel 2018 e distribuita a livello globale da Netflix; la serie ha ottenuto nel 2019 il Golden Globe per la miglior interpretazione di Richard Madden. Firmata da Jed Mercurio, Thomas Vincent e John Strickland, “Bodyguard” racconta la storia dell’agente di polizia David Budd (Madden), ex militare nella guerra in Afghanistan e ora chiamato a gestire la sicurezza di Julia Montague (Keeley Hawes), segretario di Stato per gli Affari Interni. La miniserie da un lato esplora le tensioni politico-sociali del Paese, dall’altro mostra i disagi interiori dell’ex soldato che si trascina ancora dolorosi traumi di guerra; traumi che lo hanno portato ad allontanare anche moglie e figli. Scritto con grande incisività e compattezza, “Bodyguard” una serie che si snoda in maniera enigmatica e sorprendente, capace di cambiare direzione episodio dopo episodio; possiede inoltre uno sguardo critico sulla società di oggi, dalla famiglia alla politica. Da rimarcare l’ottima interpretazione sia di Richard Madden che di Keeley Hawes. Una proposta per gli appassionati del genere, di certo per un pubblico adulto.

“I delitti del BarLume” (NowTv)
In onda in queste settimane sul canale 8, ma anche su Sky Cinema e sulla piattaforma NowTv, troviamo tutta la saga “I delitti del BarLume”, gialli nel segno della commedia brillante usciti dalla penna di Marco Malvaldi e prodotti dalla Palomar. Sette stagioni, per un totale di quattordici esilaranti episodi che vedono come protagonista il geniale barista Massimo Viviani (Filippo Timi), accademico mancato, che ha aperto un locale lungo la costa toscana; lì si ritrova ogni giorno un gruppo di anziani giocatori di carte. Il caso vuole che la zona sia sempre segnata da crimini o delitti, cui si dedicano con fare curioso la baldanzosa combriccola del bar, dando filo da torcere alla polizia locale. Oltre al bravo Filippo Timi sono da ricordare Lucia Mascino, Alessandro Benvenuti, Enrica Guidi, Massimo Paganelli, Atos Davini, Marcello Marziali e Paolo Cioni. Alla regia è da segnalare il lavoro soprattutto di Roan Johnson, autore anche dei film del ciclo “C’era una volta Vigata” dai romanzi storici Andrea Camilleri. “I delitti del BarLume” sono racconti frizzante che conquistano per la linea narrativa e la vivacità delle interpretazioni.

Articolo disponibile sul sito “Chi ci separerà” della Conferenza Episcopale Italiana

Figli

Scheda Film

Forse ti interessa anche:

Sfoglia l'archivo
Ricerca un film
Ricerca Film