“Aladdin” spettacolo suggestivo per chi cerca divertimento ed evasione

lunedì 3 giugno 2019
Un articolo di: Massimo Giraldi, Sergio Perugini

Nella raccolta mediorientale “Le mille e una notte” figura la novella “Aladino e la lampada meravigliosa”, che nel corso del tempo ha appassionato tantissimi lettori di diversi bacini culturali. In particolare, negli anni ’90 ha trovato una grandissima popolarità grazie al cartone animato della Disney “Aladdin”, che ha avuto una forte presa sul pubblico anche per le canzoni originali di Alan Menken e Tim Rice, portando a casa due premi Oscar. Ora dal 22 maggio la Disney ripropone la fortunata favola in una nuova chiave: “Aladdin” è infatti un live-action, abbandonando il disegno animato a favore di scene realistiche con attori veri ma sempre cariche di effetti speciali. A dirigere il film è il regista inglese Guy Ritchie (“Sherlock Holmes”) e tra i protagonisti c’è il veterano Will Smith – è l’esilarante Genio della Lampada – insieme ai due giovani semi-esordienti Mena Massoud e Naomi Scott. La storia è quella del ladro dai modi gentili Aladdin con la sua scimmietta Abu, ammaliato dalla bella principessa Jasmine e pronto a battersi in difesa del vecchio Sultano dinanzi alla brama di potere del perfido Jafar. Tema centrale è il confronto-scontro tra Bene e Male, palesemente portato in primo lungo il racconto. Opera dalla forte carica adrenalinica, dai suggestivi effetti speciali, ma con qualche incertezza nella sceneggiatura. Ritchie si conferma un regista un po’ eccessivo e fracassone. Dal punto di vista pastorale “Aladdin” è da valutare come consigliabile e nell’insieme semplice.

Aladdin

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