Nelle sale italiane dal 24 febbraio il documentario francese “Lourdes” grazie all’impegno dell’Acec

giovedì 6 febbraio 2020
Un articolo di: Sir-Cnvf

Arriva in Italia il documentario francese “Lourdes”, firmato dai registi Thierry Demaizière e Alban Teurlai, film che è divenuto un caso in Francia nel 2019. Il documentario verrà distribuito nei cinema, nelle sale della comunità, da 102 Distribution in collaborazione con Acec (Associazione cattolica esercenti cinema). Il film è un viaggio all’interno della comunità di fedeli che ogni anno si ritrovano presso il santuario di Lourdes in Francia; un incontro con un’umanità piegata dal dolore, dalla malattia, ma pronta a mettersi in gioco nell’abbraccio con la fede e la speranza.
“Con nostro grande stupore – sottolineano i due registi, Thierry Demaizière e Alban Teurlai – non era mai stato fatto un documentario su Lourdes. C’erano stati film e numerosi reportage televisivi per via dell’aspetto commerciale ma niente sui pellegrini, niente sulle loro motivazioni; perché vengono fino a qui? Che cosa sperano? Che cosa rappresenta per loro la Vergine? Le riprese ci hanno coinvolto per quasi un anno. I primi giorni, eravamo sbalorditi. Lourdes presenta un’organizzazione militare, con migliaia di persone e orari calcolati al millimetro. In quel luogo si possono mettere da parte le proprie convinzioni private per individuare un ‘qualcosa’ di straordinario”.
Uno sguardo fecondo e coraggioso quello del documentario, che apre interessanti orizzonti di riflessione per credenti e non. “Il documentario ‘Lourdes’ attesta che si può indagare la ‘verità’ che abita la grotta di Lourdes anche se non si ha il dono della fede (come i due registi, ndr) e che questo orizzonte narrativo supera anche quello della veridicità delle apparizioni. In un’Europa senza dubbio confusa e non sempre così capace di speranza ma al contempo alla ricerca della sua identità dentro a un rinnovato contesto di pluralismo religioso, i due autori francesi partecipano alla riflessione con un’opera rigorosa non concettuale che intercetta l’essenza intima di Lourdes”, sottolinea Arianna Prevedello, critico cinematografico e responsabile comunicazione dell’Acec.
“Come Assisi è divenuta nel tempo la ‘città della pace’, dentro al messaggio cristiano di San Francesco, così allo stesso modo i due registi osservano quanto Lourdes sia divenuta la città dell’accoglienza gratuita e autentica di ogni forma di ‘paralisi’ interiore e fisica”, ma con “un desiderio di cambiamento che significa prima di tutto accettazione di questa condizione prima ancora che guarigione”, aggiunge Prevedello.

Articolo disponibile anche su Agenzia SIR

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