Star Wars: L’ascesa di Skywalker. Episodio IX

giovedì 19 dicembre 2019
Un articolo di: Cnvf

Dopo la prima, inarrivabile, trilogia composta da “Star Wars” (1977), “L’impero colpisce ancora” (1980) e “Il ritorno dello Jedi” (1983), che ha contribuito al nuovo corso del cinema hollywoodiano negli anni ’70 e ’80, il regista-sceneggiatore e produttore George Lucas aveva ripreso in mano il progetto sulla soglia del nuovo Millennio. Erano nati così gli Episodi I-III tra il 1999 e 2005, che mettevano a fuoco le origini dei fratelli Jedi Luke e Leila Skywalker, con il passaggio al lato oscuro del padre Anakin-Darth Vader. Quando la Disney è entrata poi in partita nel 2012, acquisendo l’universo “Star Wars”, la saga stellare ha ripreso quota – merito anche della competenza e astuzia del regista J.J. Abrams – con “Il risveglio della Forza” (Episodio VII, 2015) e “Gli ultimi Jedi” (Episodio VIII, 2017).

Con “Star Wars. L’ascesa di Skywalker”, Episodio IX, giungiamo dunque all’atto finale tanto della terza trilogia quanto della saga in generale. In quest’ultimo film si ritrova tutto il corpus tematico ideato da Lucas: al di là della cornice fantastico-avventurosa, c’è infatti il grande gioco della vita, l’urgenza di compiere una scelta tra bene e male, incalzati dalla pericolosa seduzione del potere. È un grande racconto metaforico-esistenziale che mette a tema l’opposizione tra luce e tenebre, che si domanda quanto sia forte, resiliente, la speranza là nel profondo dell’oscurità. Attorno a questo nucleo narrativo si consuma la parte migliore del film, affidata alla contesa tra Rey e Kylo Ren, impersonati dai talentuosi Daisy Ridley e Adam Driver. Soprattutto Driver dà prova di essere un interprete maturo e versatile, capace di alternare con disinvoltura drammi intimisti, sociali, a blockbuster. Ancora, nell’opera torna il ruolo della famiglia, l’importanza delle radici, della memoria, così come il bisogno di appartenere a una comunità. Una comunità che sa essere coesa anche quando incorrono tempi instabili o feroci; un ritrovarsi coraggioso sotto la bandiera della libertà, della giustizia e della solidarietà.

Nel complesso “L’ascesa di Skywalker” è un fuoco d’artificio di effetti speciali, un grande spettacolo che intriga e affascina, di certo adatto a tutti. Un film dove si percepisce con chiarezza (pure fin troppo) l’impronta della Disney nel portare a termine la saga ideata e sviluppata da George Lucas. Tra le curiosità del film, si segnalano non poche (gustose) citazioni e omaggi alla tradizione della saga; con emozione, inoltre, si ritrovano tutti i più noti protagonisti a cominciare da Mark Hamill (Luke), dalla compianta Carrie Fisher (Leila), a Harrison Ford (Han Solo), Billy Dee Williams (Lando) e Anthony Daniels (C-3PO). Una grande famiglia, tra nuove leve e vecchie glorie, pronti per l’ultimo saluto alla “saga delle saghe”. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker. Episodio IX

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