Televisione: presentata “La guerra è finita”, serie Rai-Palomar su memoria e ricostruzione. Degli Esposti, “un ‘Braccialetti Rossi’ del Dopoguerra con richiami a ‘Perlasca’”

martedì 7 Gennaio 2020
Un articolo di: Sir-Cnvf

È stata presentata questa mattina alla Casa del Cinema di Roma la nuova serie Rai, con la Palomar di Carlo Degli Esposti, “La guerra è finita”, diretta da Michele Soavi e scritta da Sandro Petraglia, con protagonisti Michele Riondino, Isabella Ragonese e Valerio Binasco. Quattro prime serate su Rai Uno, da lunedì 13 gennaio, dedicate al racconto della memoria della Shoah attraverso i bambini sopravvissuti, accolti in una casa in Emilia, bambini in cerca di recupero e di speranza per il domani. Una storia di rinascita che si lega alla ripresa del Paese.
“Si tratta di una storia necessaria, indispensabile. È una ‘risurrezione’ di bambini morsi dall’orrore della guerra”. Così sottolinea in conferenza stampa Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction che aggiunge: “Per la prima volta la Rai, nel racconto della memoria del passato, dedica alla Shoah una serie in più puntate. È una storia vera, che si ispira all’esperienza nella comunità di Selvino nella bergamasca, ma rielaborata con personaggi di finzione in Emilia. Storia di vite spezzate in cerca di futuro, vite di bambini ma anche di adulti”.
La miniserie “La guerra è finita” si muove in linea con “Perlasca. Un eroe italiano”, grande racconto Rai prodotto dalla stessa Palomar. “Con ‘Perlasca’ – ha sottolineato Degli Esposti – abbiamo realizzato sul servizio pubblico probabilmente il primo grande racconto sugli anni difficili della Shoah e l’importanza della testimonianza delle memoria. Un grandissimo successo con un elevato seguito di pubblico, oltre il 40% di share. E non dico questo nella logica del produttore, ma come cittadino: abbiamo ottenuto un’enorme partecipazione, adesione a tali temi”. “Spero che avvenga lo stesso anche con ‘La guerra è finita’ – ha concluso Degli Esposti – dove raccontiamo la storia di bambini che si risollevano dall’orrore. È come un ‘Braccialetti rossi’ nel Dopoguerra”.

“È difficile raccontare l’esperienza dei campi di concentramento. Pensando a Primo Levi, a ‘La tregua’, abbiamo deciso allora di lavorare sul ‘dopo’, di mostrare la vita di bambini sopravvissuti. Parlare del ‘dopo’ ci ha permesso di fare sempre memoria del passato, del dolore, ma anche di parlare di speranza”. È quanto ha dichiarato in conferenza stampa alla Casa del Cinema di Roma lo sceneggiatore Sandro Petraglia, che ha firmato la sceneggiatura della miniserie in quattro puntate “La guerra è finita”. “Con un lungo lavoro di documentazione – ha sottolineato Petraglia – nella serie raccontiamo anche lo stupore di molti italiani che nel 1945 vennero a sapere ciò che era accaduto nei campi di concentramento”.
Il regista Michele Soavi, nome di riferimento per il cinema di genere e per racconti di intrattenimento, ha rimarcato il suo trasporto per il progetto: “Sono onorato di aver lavorato a una storia simile. Mi sono aggrappato a due cose: la prima, al ricordo di mia nonna, il cui cognome era Levi; la seconda, alla filastrocca ‘Il re degli elfi’ di Goethe, al coraggio di un padre che si batte per salvare il proprio figlio. Ed è quello che nella serie avviene nel personaggio interpretato da Michele Riondino, sopravvissuto ai rastrellamenti e alla disperata ricerca del proprio figlio deportato”.
Accanto a un cast giovanissimi attori, protagonisti della serie “La guerra è finita” sono Michele Riondino, Isabella Ragonese e Valerio Binasco. La Ragonese, in particolare, ha sottolineato come “nella miniserie raccontiamo la bella Italia dei nostri nonni e bisnonni, quella della ricostruzione, della ripresa. Il mio personaggio, Giulia, è una giovane psicologa che crede fortemente nel valore della testimonianza. Oggi viviamo il pericolo dell’assuefazione nei confronti di tali temi; è dunque nostro dovere, come adulti, trovare delle formule sempre nuove per fare memoria, riuscire a parlare con le nuove generazioni”.

Articolo disponibile anche su Agenzia Sir


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