AL PASSO CON GLI STEIN

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Famiglia, Tematiche religiose
Genere
Commedia
Regia
Scott Marshall
Durata
85'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Keeping Up With The Stein
Distribuzione
Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Musiche
John Debney
Montaggio
Tara Timpone

Orig.: Stati Uniti (2006) - Sogg. e scenegg.: Mark Zakarin - Fotogr.(Normale/a colori): Charles Minski - Mus.: John Debney - Montagg.: Tara Timpone - Dur.: 85' - Produz.: A.D. Oppenheim, Mark Zakarin, David Scharf.

Interpreti e ruoli

Daryl Sabara (Benjamin Fiedler), Jami Gertz (Joanne Fiedler), Jeremy Piven (Adam Fiedler), Larry Miller (Arnie Stein), Cheryl Hines (Casey Nudelman), Garry Marshall (Irwin), Daryl Hannah (Sandy Frost), Carter Jenkins (Zachary Stein), Doris Roberts ( nonna), Richard Benjamin . (rabbino)

Soggetto

Per il giovane Benjamin è arrivato il momento di sottoporsi al suo Bar Mitzvah, il rito ebraico che ne decreterà il passaggio da ragazzo a uomo. I genitori Adam e Joanne vorrebbero che fosse una festa memorabile, anche più roboante di quella appena svoltasi del figlio di amici, che hanno inscenato una replica del Titanic, con sfarzo di persone, musica e ballerine. Benjamin è pieno di dubbi e le sue perplesità aumentano, quando a casa arriva nonno Irwin, con la sua nuova amica, la salutista Sandy Frost, molto più giovane di lui. Irwin è in rotta con il figlio Adam, perché tanti anni prima se ne è andato di casa, abbandonando la famiglia senza tante spiegazioni. Seguono allora ripicche, equivoci, malintesi, prima che Benjamin riesca a far svolgere la cerimonia nel luogo più giusto, a casa sua, e che trovi l'occasione per far parlare di nuovo tra loro padre e figlio, arrivando ad una pace reciproca.

Valutazione Pastorale

I riti della tradizione ebraica e il loro compenetrarsi nelle abitudini delle 'americanate' eccessive e pacchiane sono un argomento sentito e diffuso. Qui lo si affronta sotto il profilo della commedia leggera e spigliata, che ironizza senza voler essere offensiva. Il taglio scelto, in effetti, sembra quello giusto: comicità discreta e misurata, priva di volgarità, svolgimento prevedibile ma condotto con sveltezza e brio. Soprattutto non viene toccata l'importanza della celebrazione che è al centro del racconto, e questo non può che essere bene accetto dalla comunità ebraica americana. Sono prodotti studiati a tavolino, come tali costruiti e che pure non annoiano e si consumano rapidamente. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e senz'altro semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e ripreso come commedia di facile e immediata fruizione.

Le altre valutazioni

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