ALILA

Valutazione
Accettabile, realistico
Tematica
Famiglia - genitori figli, Psicologia, Rapporto tra culture
Genere
Commedia
Regia
Amos Gitai
Durata
121'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Francia, Israele
Titolo Originale
Alila
Distribuzione
Esse&Bi Cinematografica
Soggetto e Sceneggiatura
Amos Gitai, Marie José Sanselme tratto dal romanzo di Yehoshua Kenaz "Returning lost loves"
Musiche
Pri Ganech
Montaggio
Kobi Netanel, Monica Coleman

Orig.: Israele/Francia (2003) - Sogg.: tratto dal romanzo di Yehoshua Kenaz "Returning lost loves" - Scenegg.: Amos Gitai, Marie José Sanselme - Fotogr.(Panoramica/a colori): Renato Berta - Mus.: Pri Ganech - Montagg.: Kobi Netanel, Monica Coleman - Dur.: 121' - Produz.: Amos Gitai, Michael Tapuac.

Interpreti e ruoli

Yael Abecassis (Gabi), Uri Ran Klauzner (Ezra), Hanna Laslo (Mali), Ronit Elkabetz (Ronit), Amos Lavie (Hezi), Lupo Berkowitch (Aviram), Liron Levo (Ilan), Yosef Carmon (Schwartz), Amit Mestechkin (Eyal), Lyn Shiao Zamir . (Linda)

Soggetto

La vita quotidiana degli abitanti di un condominio sulla strada tra Tel Aviv e Jaffa. C'é Aviram, estroso cinquantenne che non esce mai di casa senza il suo cane. E poi: l'anziano Schwartz, scampato ad Auschwitz e pronto ad invocare un diluvio su un mondo che disprezza anche se Linda, giovane filippina, si prende amabilmente cura di lui; Hezi, che ha preso in affitto un appartamento di nascosto per fare l'amore con l'amante Gabi alla quale vieta di farsi vedere; Ezra, che si è sistemato nel cortile con alcuni operai cinesi proprio di fronte alle finestre di Mali, la sua ex moglie che ora convive con Ilan. Ezra e Mali hanno un figlio, Eyal, che dovrebbe partire per il servizio militare. Ma Eyal diserta, il padre sfoga tutta la propria rabbia, poi i genitori insieme lo riconducono alla ragione.

Valutazione Pastorale

Per questo suo undicesimo film, Gitai mette da parte i drammi e le vicende "importanti" per portare in primo piano la storia piccola del proprio Paese. Un condominio, un microcosmo dentro il quale si riflettono tutte le temperie politico-sociali che si agitano fuori e di cui si occupano giornali e media. Qui c'é la vita quotidiana, quella che comunque va avanti, anzi 'vuole' andare avanti. Amori, dolori, gelosie, ripicche, desideri, delusioni, speranze: un sorta di diario minimo, in cui i comprimari assurgono al ruolo di protagonisti. Gitai ha mano leggera, e la convivenza tra i vari personaggi diventa rinvio alla necessità di un'altra, più importanza convivenza civile e sociale. Ma l'obiettivo di essere 'normali' si ritorce un po' contro il racconto stesso, che risulta qua e là sbiadito e poco incisivo. Resta comunque la sincerità di fondo e la composizione di un quadro d'insieme interessante sopratutto nell'ottica di una apertura al dialogo interculturale e interreligioso. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e soprattutto realistico. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto in altre circostanze come ritratto di vita quotidiana in zone altrimenti tormentate e difficili.

Le altre valutazioni

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