ALZA LA TESTA

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia
Genere
Drammatico
Regia
Alessandro Angelini
Durata
86’
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Italia
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Alessandro Angelini, Angelo Carbone, Francesca Marciano Alessandro Angelini, Angelo Carbone
Musiche
Luca Tozzi
Montaggio
Massimo Fiocchi

Orig.: Italia (2009) - Sogg.: Alessandro Angelini, Angelo Carbone - Scenegg.: Alessandro Angelini, Angelo Carbone, Francesca Marciano - Fotogr.: Arnaldo Catinari - Mus.: Luca Tozzi - Montagg.: Massimo Fiocchi - Dur.: 86’ - Produz.: Donatella Botti per Bianca Film, RAI Cinema, Alien Produzioni.

Interpreti e ruoli

Sergio Castellitto (Mero), Gabriele Campanelli (Lorenzo), Giorgio Colangeli (Malagodi), Anita Kravos (Sonia), Duccio Camerini (abatino), Augusto Fornari (Brancifiore), Pia Lanciotti (Denisa), Gabriel Spahiu (Radu), Laura Ilie . (Ana)

Soggetto

Mero, ex pugile, operaio in un cantiere nautico, è padre single di Lorenzo, nato da una relazione con una donna albanese, da cui è separato. Il figlio è l'oggetto della sua cura premurosa: gli insegna la boxe e, attraverso essa, la vita. Mero non accetta interferenze: allontana il figlio dalla madre e dalla ragazza Ana. Quando Lorenzo muore per un incidente stradale, Mero precipita nel buio. Dona con riluttanza il cuore del figlio ad un malato ignoto, si chiude in sé stesso per poi andare alla ricerca di chi ha avuto l'organo del ragazzo. Viaggia nel Nordest, incontra Sonia, che vive col cuore di Lorenzo, e verifica la realtà dell'immigrazione. Impara la possibilità di una nuova vita.

Valutazione Pastorale

Angelini affronta ancora una volta, come in "L'aria salata", il rapporto padre/ figlio, anche se in una situazione ambientale e psicologica diversa. Lorenzo è infatti ancora un adolescente. Il film si articola in due parti distinte, come due capitoli dello stesso racconto, ma collegati tra loro in questa che è, in qualche modo, una storia di morte e resurrezione. I temi affrontati sono molti, complessi, cosa che consente diversi livelli di lettura del film, eppure legati dalla semplicità narrativa di fondo: dal rapporto familiare, ai passaggi dell'adolescenza, dal tema della donazione degli organi, all'incontro con fenomeni come l'immigrazione e la "diversità" sessuale (Sonia è un trans). Il regista li narra con lo stesso sguardo pieno di pietà per una umanità sofferente, insicura. Lascia allo stile asciutto e alla fotografia spesso grigia il compito di unire i diversi 'quadri' della passione di quest'uomo contemporaneo che va alla ricerca di una possibile speranza. Intense le prove degli attori, in particolare di Castellitto e della Kravos, premiati al Festival di Roma 2009. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile, problematico, e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria ed in altre occasioni mirate per approfondire i molti argomenti che attraversano la vicenda.

Le altre valutazioni

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