AMARSI *

Valutazione
Accettabile-riserve, Realistico, Dibattiti
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Luis Mandoki
Durata
126'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
WHEN A MAN LOVES A WOMAN
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Ronald Bass, Al Franken
Musiche
Zbigniew Preisner
Montaggio
Garth Craven

Sogg. e Scenegg.: Ronald Bass, Al Franken - Fotogr.: (normale/a colori) Lajos Koltai - Mus.: Zbigniew Preisner - Montagg.: Garth Craven - Dur.: 126' - Produz.: Jordan Kerner, Jon Avnet

Interpreti e ruoli

Andy Garcia (Michael Green), Meg Ryan (Alice Green), Ellen Burstyn (Emily), Tina Majorino (Jess Green), Mae Whitman (Casey Green), Lauren Tom (Amy), Philip Seymour Hoffman (Gary)

Soggetto

Michael e Alice Green, una coppia felice e ben affiatata, hanno due deliziose bambine: Jess, sei anni, frutto del precedente matrimonio di lei e la piccola Casey, di quattro. Michael è pilota civile, Alice casalinga. Una sera Michael perde un volo per il ritardo della moglie, che rientra ubriaca. Per scaricare lo stress, i due si concedono una vacanza in Messico, ma lei rivela il suo stato avanzato di alcoolista, che la porta un giorno a picchiare addirittura la maggiore, prima di svenire nella doccia, rompendo il vetro. Avvisato dalla piccola, il padre interviene e convince Alice a disintossicarsi in un centro specializzato. Il recupero è lento e faticoso, ma la solidarietà dei compagni di cura e la paziente opera dei medici e psicologi sembra aver ragione del terribile vizio. Ma al rientro Alice non è più la stessa: come spenta, si irrita quando il marito, in buona fede, la circonda di eccessive premure, ma senza cercare di indagare circa le cause profonde del malessere psicologico della donna. Tra l'altro la laboriosa cura delle bambine, affidate ad una baby sitter cinese, che esasperata arriva a piantarlo temporaneamente; la pena per la moglie ricoverata e i sopraggiunti problemi di lavoro hanno lasciato il segno nel sistema nervoso di Michael: i due, che non hanno più rapporti, finiscono per non comprendersi; tra l'altro Gary, un ex tossicodipendente conosciuto in clinica, frequenta Alice che sembra avere con lui la confidenza perduta col marito che, esasperato, nonostante la frequentazione di un gruppo terapeutico per parenti di alcoolisti, se ne va di casa, e quindi accetta, con dolore di Alice che vorrebbe reagire ma è come bloccata, un trasferimento a Denver per motivi di lavoro. Dopo alcuni mesi la donna, più serena, fa la sua confessione davanti al suo gruppo, rivelando che a nove anni il padre, alcoolizzato, le fece bere la sua prima birra, assuefacendola all'alcool, e manifestando il suo dolore per lo smembramento della famiglia e la perdita dell'affetto del marito. Questi presente in sala, si riconcilia con Alice per ricominciare una nuova vita.

Valutazione Pastorale

le intenzioni encomiabili non sono spesso corrisposte da un risultato artistico adeguato, come testimonia questo film, talora didascalico, raramente commovente o emozionante, di Mandoki, talmente preoccupato di narrare la sua parabola sull'amore coniugale che deve trionfare su tutto, da dimenticare che la regola aurea del cinema è quella di trattare i personaggi in funzione della trama, e non viceversa. Ne risulta un film moralmente ineccepibile sul piano del messaggio, malgrado la sequenza iniziale, un pò volgare dei due coniugi nel bar dell'aereoporto, dove lui finge di "agganciare" lei che lo aspetta. Si evidenzia il problema, scottante, attualissimo, dell'alcoolismo, droga meno pubblicizzata ma molto più letale e diffusa della droga pesante. Un particolare risalto viene dato all'organizzazione degli Alcoolisti Anonimi, in effetti l'unica che opponga un progetto, ormai collaudato da anni di esperienza, contro questa piaga. Resta il dubbio che in seguito l'individuo possa un giorno fare a meno dell'apporto del gruppo, che finirebbe (ma è certo un male assai minore), per operare una sorta di assuefazione psicologica su di lui.

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