ANNI RIBELLI *

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Emigrazione, Famiglia
Genere
Drammatico
Regia
Rosalia Polizzi
Durata
108'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
ANNI RIBELLI
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Rosalia Polizzi, Mario Prosperi Rosalia Polizzi
Musiche
Luis Bacalov
Montaggio
Alfredo Muschietti

Sogg.: Rosalia Polizzi - Scenegg.: Rosalia Polizzi, Mario Prosperi - Fotogr.: (panoramica/a colori) Juan Carlos Lenardi - Mus.: Luis Bacalov - Montagg.: Alfredo Muschietti - Dur.: 108' - Coproduz.: Sintra, Roma-Division Producciones, Buenos Aires

Interpreti e ruoli

Massimo Dapporto (Francesco Loiacono), Alessandra Acciai (Dora Dalmonte), Leticia Bredice (Laura Loiacono), Eva Burgos (Roberta), Juan Cruz Bordeu (Aldo), Inda Ledesma (zia Francesca), Adelaide Alessi (madre di Francesco), Esther Goris, Adriana Russo, Vanina Fabiak, Daniele Tedeschi

Soggetto

Buenos Aires, 1955. La sedicenne Laura Loiacono ha il suo da fare per tenere lontani i primi corteggiatori e sopportare l'astio dispotico ed ossessivo del padre, il sarto siciliano Francesco, che, oltre al fumo, non disdegna le uscite serali per bere e giocare a biliardo con gli amici. A scuola l'amica di Laura è Roberta, con la quale parla di letteratura, di ragazzi e anche di politica: Laura, che scrive poesie, ama recitare e sogna ad occhi aperti colloqui con un amato immaginario; è abbastanza conformista, mentre Roberta e Dora Dalmonte, l'insegnante di letteratura che Laura ammira molto, sono di sinistra. Assieme vivono la nonna, la zia materna Francesca e due cugine. Un amico di Dora, Aldo, giovane e facoltoso avvocato, fa "breccia" nel cuore sensibile e nello stesso tempo diffidente della ragazza, che ha con lui il primo rapporto d'amore e le prime discussioni sui problemi politici del paese. Gli eventi precipitano: il padre è ammalato di tumore ai polmoni, e ben presto non è più in grado di lavorare, anche se continua a manifestare una sconcertante durezza con la figlia, con la quale tuttavia gioca a domino ed ha dei bruschi approcci affettuosi, subito vanificati da uno successivo sgarbo o da palesi violenze psicologiche, come quando le brucia le foto degli attori preferiti ed i libri. Al golpe e ala destituzione di Peron segue la drammatica morte del padre, cui assiste Laura impotente, vestita con i suoi abiti, mentre lo stava, in un disperato bisogno di appropriarsi della sua figura, imitando quando giocava a domino con lei. Dora parte per la Francia, mentre Aldo forse farà un viaggio in Sudamerica. Laura, che si è data un appuntamento a Parigi con Dora e Roberta nel futuro, manifesta però l'intenzione di riscoprire come prima cosa le sue radici italiane.

Valutazione Pastorale

il pregio maggiore del film è l'accuratezza dell'ambientazione e della fotografia, ricca di suggestivi chiaroscuri. Interessante anche lo studio di un nucleo di immigrati siciliani non nella solita Brooklyn, con tanto di padrini e omicidi, ma in una prospettiva diversa. Domina la scena la convivenza tra parenti stretti tipica del meridione italiano, che finisce per soffocare Laura, che si sente Argentina anche se alla fine ammetterà il peso delle sue radici. Alcune scene, tra cui il rapporto prematrimoniale, rendono discutibile pastoralmente il film. Stupisce anche la mancanza assoluta di qualsiasi forma di religiosità (spiegabile nel padre "mangiapreti" ma abbastanza improbabile nella nonna e nella madre), se si esclude il monotono "ora pro nobis" che sottolinea il lamento funebre della nonna sul figlio morto. Il clima familiare è più credibile soprattutto nella figura di Francesco, ottimamente reso da Massimo Dapporto e che disegna con realismo il conflitto tra trasporto istintivo verso la figlia e sospetto, diffidenza e cieca gelosia A parte la caratterizzazione della nonna, tutte le altre figure sono rese, come dialoghi e recitazione, in modo un pò scolastico.

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