BABBO BASTARDO

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Bambini, Povertà-Emarginazione, Solidarietà-Amore
Genere
Commedia
Regia
Terry Zwigoff
Durata
90'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Bad Santa
Distribuzione
Columbia Tristar Films Italia
Musiche
David Kitay
Montaggio
Robert Hoffman

Orig.: Stati Uniti (2003) - Sogg. e scenegg.: Glenn Ficarra & John Requa - Fotogr.(Normale/a colori): Jamie Anderson - Mus.: David Kitay - Montagg.: Robert Hoffman - Dur.: 90' - Produz.: John Cameron, Sarah Aubrey, Bob Weinstein - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Billy Bob Thornton (Willie), Tony Cox (Marcus), Brett Kelly (il ragazzino), Lauren Graham (Sue), Lauren Tom (Lois), Bernie Mac (Gin), John Ritter (Bob Chipeska), Tom McGowan (Harrison)

Soggetto

Willie, uomo maturo alla deriva quasi sempre ubriaco, fa il Babbo Natale nei grandi magazzini e risponde sgarbatamente alle richieste dei bambini. Lui invece ne approfitta perché di notte, quando i locali sono vuoti, insieme al suo complice il nano Marcus, apre la cassaforte, ruba tutto l'incasso e fila via senza farsi più vedere. Così i due hanno fatto per sette anni in sette città diverse. Ora sono a Phoenix dove la situazione però si complica quando Willie si installa abusivamente nella casa di una vecchietta con il suo nipotino, un bambino grasso e timido di otto anni. Il ragazzino ha un tale bisogno di affetto da credere che Willie sia davvero Babbo Natale. Così quando la casa viene assalita da rapinatori e il bimbo é in pericolo, Willie interviene, spara, poi finisce in carcere. Da qui scrive una lettera al suo unico ammiratore, esortandolo ad avere fiducia in se stesso. Ed eccolo, il timido prendersi la rivincita sui coetanei che finora l'hanno sbeffeggiato e preso in giro.

Valutazione Pastorale

Non c'è dubbio che si tratta della rappresentazione di un Babbo Natale del tutto anticonvenzionale, sporco e volgare, dedito al sesso e all'alcool. Un derelitto privo di scrupoli nella cui corazza di cinismo tuttavia si insinua ad un certo punto la caparbia innocenza di un bambino, anche lui solo, anche lui bisognoso di appigli. Da una parte turpiloquio e abiezione, dall'altra ingenuità e candore: un incontro rischioso, non sempre ben equilibrato, costruito forse con lo scopo di irritare e sorprendere e tuttavia, una volta superata una giusta voglia di rifiuto, non del tutto privo di motivazioni. Si procede, per contrasti, sulla messa a nudo del Natale consumistico, sui nervi scoperti di una famiglia divenuta guscio vuoto per recuperarne in qualche modo l'autenticità. Non si esalta quindi la figura di Willie ma la si mostra in tutta la sua limitatezza esistenziale. Dal punto di vista pastorale il film può pertanto essere valutato come discutibile e certo segnato da non poche scabrosità. UTILIZZAZIONE: il film, vietato ai minori di 14 anni, può essere utilizzato in programmazione ordinaria per un pubblico preparato a recepire una certa dose di provocazione narrativa. Molta attenzione sarà da tenere per i minori in vista di passaggi televisivi (nonostante il divieto) o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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