BABYSITTER

Valutazione
Inaccettabile, Malsano
Tematica
Donna, Famiglia
Genere
Drammatico
Regia
Guy Ferland
Durata
81'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE BABYSITTER
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Guy Ferland, J. Byrd tratto da un racconto di Robert Coover
Musiche
Pray For Rain
Montaggio
Jim Prior

Orig.: Stati Uniti - Sogg.: tratto da un racconto di Robert Coover - Scenegg.: Guy Ferland, J. Byrd - Fotogr.(normale/a colori): Rick Bota - Mus.: Pray For Rain - Montagg.: Jim Prior - Dur.: 81' -Produz.: Kevin J. Messick, Steve Perry.

Interpreti e ruoli

Alicia Silverstone (Jennifer), Jeremy London (Jack), J. T. Walsh (Harry Tucker), Nicky Katt (Mark), Lee Garlington (Dolly Tucker), George Segal (Billy Holsten), Ryan Slater (Jimmy), Lois Chiles, Brittany English Stephens, Erik Menyuk, Jane Alden, Noel Evangelisti.

Soggetto

In una cittadina di provincia americana, la graziosa baby-sitter Jennifer si avvia verso la casa dei coniugi Harry e Dolly Tucker, stimolando la curiosità maschile: il coetaneo Mark tenta di abbordarla ma viene respinto. Harry Tucker non nasconde la sua attrazione verso l'adolescente, sotto lo sguardo disgustato della moglie che ha difficoltà per infilarsi l'abito. Usciti i coniugi Tucker, Jennifer ha il suo da fare con i figli di costoro: Jimmy, di dieci anni; la vivace Bitsy, di cinque, ed un neonato. Intanto Mark trova ad uno snack il biondo ed imberbe Jack, il 'ragazzo' di Jennifer, e lo schernisce poiché si trova lì da solo il venerdì sera: questi reagisce stizzito. Frattanto i coniugi Tucker sono ospiti al party del padre di Mark, Bill Holsten. Un suo innocente complimento a Dolly fa sì che ella fantastichi su una possibile relazione con lui. Harry, ubriaco, desiderando di tornare a casa e di approfittare di Jennifer, con il pretesto di un'emicrania abbandona il party. Ma Dolly gli ha sottratto le chiavi e lui si addormenta in automobile, sognando naturalmente la babysitter. Mark riesce a convincere Jack a fare una visitina a Jennifer che messi a letto con fatica i bimbi si concede un bagno rilassante mentre Jimmy, con l'aiuto di una rivista per adulti, fantastica sulla giovane. Mark spinge Jack, ormai ubriaco, nel giardino dei Tucker: i due tentano di sbirciare nella stanza da bagno, frustrati però dal vapore sui vetri. Mark convince Jack ad entrare dal retro ed a telefonare a Jennifer mentre si intrufola anch'egli, spaventando la giovane, che è disposta a offrire loro un caffè purché se ne vadano subito dopo. Jack pensa di possederla sul divano, ma al suo approccio Jennifer lo respinge, seccata anche per la presenza di Mark, che viene attaccato dall'amico quando questi si accorge che ha mentito circa lui e Jennifer. Atterrato Jack, Mark bracca la babysitter che fugge in strada. Qui sopraggiunge in automobile Harry, il quale ha ottenuto le chiavi da Dolly sempre più ebbra e frustrata, che uccide accidentalmente Mark.

Valutazione Pastorale

L'innocente babysitter è il perno attorno a cui ruota tutto il 'complesso' di desideri, frustrazioni, pulsioni degli altri. Mark è il diavolo tentatore che vuole perdere l'innocenza di Jennifer tentando il fragile e ingenuo Jack, che pur lasciandosi corrompere non ha poi la capacità per trasformare il desiderio in realtà. Solo la violenza alla fine avrebbe ragione dell'onestà se il fato, attraverso Harry, non punisse simbolicamente il sobillatore. Accanto a questa struttura portante si dipana il quadro desolante di una società corrotta. A parte le pulsioni erogene generali e l'alcoolismo, l'umanità presentata non sembra offrire altri spunti allo spettatore. Inoltre, la lentezza esasperante del film, la pochezza della sceneggiatura e la banalità dei dialoghi, uniti ad una assoluta mancanza di ironia, non consente di inquadrare la vicenda in un clima paradossale, cosa che forse le avrebbe giovato e l'avrebbe riscattata sul piano dello spettacolo, anche se non su quello etico.

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