BEKAS – IN VIAGGIO VERSO LA FELICITA’

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Adolescenza, Bambini, Guerra, Libertà, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Karzan Kader
Durata
92'
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Finlandia, Iraq, Svezia
Titolo Originale
Bekas
Distribuzione
Minerva Pictures
Musiche
Juhana Lethtiniemi
Montaggio
Sebastian Ringler, Michal Leszczylowskj

Orig.: Finlandia/Iraq/Svezia (2012) - Sogg. e scenegg.: Karzan Kader - Fotogr.(Panoramica/a colori): Johan Holmqvist - Mus.: Juhana Lethtiniemi - Montagg.: Sebastian Ringler, Michal Leszczylowskj - Dur.: 92' - Produz.: Sandra Harms per Sonet Films AB.

Interpreti e ruoli

Zamand Taha (Zana), Sarwal Fazil (Dana), Diya Mariwan (Helliya), Suliman Karim Mohamad, Rahim Hussen.

Soggetto

Iraq, primi anni Novanta. Il regime di Sadam Hussein tiene la regione curda sotto una pressione violenta, eppure capita che Zana, 7 anni, e Dana, 10 anni, ragazzi orfani e senzatetto, riescono ad infilarsi in un cinema locale dove vedono "Superman". Dopo la visione, decidono che andranno in America dove sono sicuri che il Supereroe risolverà ogni loro problema e punirà i malvagi, Sadam in primo luogo. Ma, prima di arrivare in America, ci sono molti ostacoli da superare...

Valutazione Pastorale

Il nuovo cinema iracheno (qui in coproduzione con Finlandia e Svezia, e con un prodotto del 2012) sta imparando a frequentare terreni distanti dal dramma e dalla denuncia a favore di copioni più leggeri. Non che il taglio della denuncia sia abbandonato, anzi, ma è che il grido avviene filtrato da storie meno compatte, meno bloccate su un unico registro. Ecco qui allora arrivare in primo piano la vicenda di ue fratellini minorenni pronti ad abbracciare l'utopia, quella con la U maiuscola. Sognare di organizzare un viaggio in America partendo dall'Iraq in guerra, senza avere nessun supporto è proposito che naviga nei paraggi dei sogni. Sognando poi, realtà e fantasia si scontrano con facilità. Così qui molti accadimenti/ostacoli sono realistici/veri, altri attengono ad una ipotetica narrazione surreale. L'asino dei du eragazzisi chiama Michael Jackson, e poi ci sono anche blocchi militari con conseguente terrore e grande paura. Così, tra improbabili carichi di Coca Cola e liti tra i fratellini divisi anche da una ragazzetta, l'avventura va avanti tra risate e passaggi seri, tra autenticità e favola. Così, in effetti, si riesce ad far emergere i problemi duri e reali, quelli che ancora tengono l'Iraq lontano dalla pace. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in numerose occasioni pe avviare riflessioni sul rapporto tra comicità e dramma nell'inferno dell'Iraq.

Le altre valutazioni

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