BELLE AL BAR

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Alessandro Benvenuti
Durata
100'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
BELLE AL BAR
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Ugo Chiti, Nicola Zavagli, Alessandro Benvenuti
Musiche
Patrizio Fariselli
Montaggio
Carla Simoncelli

Sogg. e Scenegg.: Ugo Chiti, Nicola Zavagli, Alessandro Benvenuti - Fotogr.: (panoramica/a colori) Blasco Giurato - Mus.: Patrizio Fariselli - Montagg.: Carla Simoncelli - Dur.: 100' - Produz.: Union Film - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Alessandro Benvenuti (Leo), Eva Robin's (Giulia), Andrea Brambilla (Guido), Assumpta Serna (Simona), Giovanni Pellegrino (Gianni), Augusto Terenzi (Antonello), Anna Casalino (Stefania), Ghybli

Soggetto

il restauratore Leo, uomo serio e metodico fino alla mania, sposato con Simona, un’estroversa spagnola (capace di fargli trovare in casa, per il compleanno di un'amica, uno spogliarello maschile), parte per Piacenza, dove l'amico Guido, gallerista d'arte, gli ha dato l'incarico di restaurare un quadro d'autore. Quanto Guido è affamato di sesso ed avventure anche bisessuali, tanto Leo conserva una condotta irreprensibile, giungendo addirittura a fiutare del formaggio, procurandosi un'allergia, per sottrarsi ad un'orgetta organizzata dall'amico. Asmatico e claustrofobico, Leo resta bloccato nel bagno dei giardini pubblici, da cui lo salva un avvenente transessuale che lo sta seguendo da qualche tempo, e che lo ospita a casa sua, rivelandosi per il cuginetto Giulio, che fin dall'infanzia ha avuto una predilezione per lui. Divenuta Giulia è ora, dopo l'intervento al seno, una squillo transessuale assai richiesta e la sua segreteria è tempestata dalle oscene telefonate d'un maniaco, che non è poi che il direttore del supermarket da cui si serve. La vista di Giulia nella doccia ed un album con le sue foto impressionano Leo, che però respinge, sempre con minor convinzione, le sue avance. Un amico di Giulia, Antonello, un ragazzo che vuole cambiare sesso, costituisce ulteriore elemento di crisi per l'integerrimo restauratore. Improvvisamente arriva Simona, preoccupata per il silenzio del marito, e fa una scenata di gelosia alla presunta rivale. Leo dapprima segue la moglie alla stazione, ma al momento di partire si congeda da lei e torna da Giulia, che lo aspetta con ansia.

Valutazione Pastorale

la mancanza di immagini sconvenienti, o sequenze scabrose, ed il tono a volte serioso (con divagazioni anche pertinenti sulla crisi coniugale di Leo, e soprattutto sulla solitudine e sui problemi di chi vive una situazione conflittuale e certo poco serena con la propria sessualità) potrebbero indulgere a favore del film, che riesce a parlare di un argomento sicuramente scabroso evitando i toni della farsa. Purtroppo però, il linguaggio, specie dell'amico Guido, nonché l'oscenità delle telefonate che Giulia riceve, già di per sé costituiscono motivo di una serie di riserve. Ma il problema di fondo è un altro: se è vero che l'omosessualità ed in particolare la transessualità sono un fenomeno sempre più diffuso, la comprensione per certe scelte a volte dolorose nonché per i traumi e le devastazioni morali che certi incontri, certi ambienti, provocano nell'anima e nel comportamento di queste persone, non significa, come fa il protagonista, preferire il rapporto intrinsecamente disordinato con il diverso ad un normale legame con la propria consorte, legame che ha subìto certo l'inevitabile usura dovuta alla differenza di carattere e di gusti tra i due, ma che sembra lasciare un ampio margine di dialogo e di recupero, che non viene però mai tentato seriamente. Il film invece, e qui risiede la sua pericolosità maggiore, tende a normalizzare, a rendere giustificabile, se non auspicabile, la scelta finale di Leo: ciò è inaccettabile.

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