BETTY LOVE

Valutazione
Accettabile, problematico
Tematica
Mass-media, Psicologia
Genere
Commedia
Regia
Neil Labute
Durata
105'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Betty Love
Distribuzione
United International Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
John C.Richards & James Flamberg John C.Richards
Musiche
Rolfe Kent
Montaggio
Joel Plotch, Steven Weisberg

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg.: John C.Richards - Scenegg.: John C.Richards & James Flamberg - Fotogr.(Scope/a colori): Jean Yves Escoffier - Mus.: Rolfe Kent - Montagg.: Joel Plotch, Steven Weisberg - Dur.: 105' - Produz.: Gail Mutrux, Steve Golin.

Interpreti e ruoli

Morgan Freeman (Charlie), Renee Zellweger (Betty), Chris Rock (Wesley), Greg Kinnear (George/David Ravell), Aaron Eckhart (Del), Tia Texada (Rosa), Crispin Glover (Roy), Pruitt Taylor Vince (Ballard), Allison Janney (Lyla), Kathleen Wilhoite (Sue Ann)

Soggetto

Cameriera nella sperduta cittadina di Fair Oaks nel Kansas, Betty segue con passione le 'soap opera', mentre il marito Del, inetto venditore di automobili, la tratta come una schiava e dimentica persino il suo compleanno. Una notte, mentre sta guardando la registrazione della puntata quotidiana di 'Una ragione per amare', Betty resta rapita dal protagonista, il dott. David Ravell, mentre dice di sapere che 'là fuori' c'é una persona speciale che l'aspetta. Convinta di essere la destinataria delle parole, Betty quasi non si accorge che al piano di sotto il marito é preso di mira da due killer, Charlie e Wesley, che prima lo terrorizzano poi lo uccidono. In preda ad un forte trauma psichico, Betty si trasforma in un'infermiera intenzionata a riunirsi all'amore della sua vita, il dott. Ravell, abbandonato sei anni prima. Così lascia il Kansas al volante di una Buick presa nel parco macchine del marito: sfortuna vuole che sia proprio quella che cercano i killer, per recuperare una partita di droga nel bagagliaio. Arrivata a Los Angeles in cerca di Ravell, Betty viene aiutata da una nuova amica, Rose che l'ospita a casa e cerca di farle aprire gli occhi. Contro ogni previsione, nel corso di una serata di gala, Betty riesce ad avvicinare George, l'attore che interpreta David, e poi ad uscire con lui. Continuando con candore a chiamarlo David, Betty supera la diffidenza di George: il quale finalmente la invita sul set ad interpretare un ruolo nella soap-opera. Betty non capisce più niente, scappa, torna a casa di Rosa per fare la valigia. Arrivano in quel momento i due killer, e anche dal Kansas lo sceriffo e un giornalista. Le spiegazioni sono difficili, e ben presto il nervosismo esplode. Lo sceriffo uccide Wesley, che é il figlio di Charlie. Questi, dopo avere dichiarato a Betty di amarla, cerca di andare via ma viene colpito a morte. Passato il momento brutto, George parla di nuovo con Betty e le chiede di tornare sul set. Stavolta Betty accetta, interpreta molti episodi della soap, ha successo ed è felice. Eccola godersi una colazione in piazza S.Maria in Trastevere a Roma.

Valutazione Pastorale

Si ride, ci si commuove e si riflette con qualche amarezza alla fine di questo film che ha il pregio di toccare vari registri narrativi (il brillante e l'ironico con venature di drammatico nella morte finale dei due killer) e di riuscire a mantenere una tenuta espressiva misurata e coinvolgente. Al centro della vicenda non c'è solo la Betty Love del titolo ma anche (e forse di più)la carica di illusioni creata dalle 'fiction' televisive, nelle varie diramazioni definite come 'soap opera'. Betty identifica la verità nel personaggio finto che vede e come tale se ne innamora e lo cerca. Il lento ma inesorabile smontaggio del meccanismo di falsità in cui era precipitata arriva con la possibilità di vedere dal di dentro quel mondo di cartone e con la convinzione di non dover rinunciare a se stessa, al proprio candore e alla propria sensibilità. Lieto fine ma non troppo, perché il killer anziano viene ucciso proprio quando nuovi sentimenti lo animavano, e il figlio paga anche per lui. Risate amare dunque, si diceva, perché il film non si adagia su soluzioni consolatorie ma affianca con passaggi di vibrante delicatezza la poesia e la violenza di una vita nella quale non si distingue più il vero dal falso. Film anche di denuncia quindi sia dell'inganno prodotto dalle immagini sia della convinzione di poter risolvere i problemi con l'uso delle armi. Motivi positivi che, dal punto di vista pastorale, inducono a valutare il film come accettabile, e problematico per gli spunti di riflessione che offre. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto nell'ambito di tematiche relative al ruolo dei mass-media nella società contemporanea.

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