BLACK MASS – L’ULTIMO GANGSTER

Valutazione
Complesso, violento
Tematica
Gangster, Storia, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Scott Cooper
Durata
120'
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Black Mass
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jez Butterworth, Mark Mallouk tratto dal libro scritto da Dick Lehr e Gerard O'Neil
Musiche
Tom Holkenborg
Montaggio
David Rosenbloom

Orig.: Stati Uniti (2015) - Sogg.: tratto dal libro scritto da Dick Lehr e Gerard O'Neil - Scenegg.: Jez Butterworth, Mark Mallouk - Fotogr.(Scope/a colori): Masanobu Takayanagi - Mus.: Tom Holkenborg (Junkie XL) - Montagg.: David Rosenbloom - Dur.: 120' - Produz.: John Lesher, Brian Oliver, Scott Cooper, Patrick McCormick, Tyler Thompson - 72^ MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2015, FUORI CONCORSO.

Interpreti e ruoli

Johnny Depp (James "Whitey" Bulger), Joel Edgerton (John Connolly), Dakota Johnson (Lindsey Cyr), Benedict Cumberbatch (Bill Burger), Rory Cochrane (Steve Flemmi), Jesse Plemons (Kevin Weeks), Kevin Bacon (Charles Mcguire), Sienna Miller (Catherine Greig), Juno Temple (Deborah Hussey), Peter Sarsgaard (Brian Halloran), David Harboir (John Morris), Julianne Nicholson (Marianne Connolly)

Soggetto

Ascesa a caduta nella Boston degli anni '70 di Whitey Bulger, criminale senza scrupoli che, grazie ad un amico poliziotto compiacente, diventa informatore dell'FBI con il compito di eliminare dalla città la mafia di origine italiana.

Valutazione Pastorale

Sui titoli di coda viene ricordato quello che è accaduto all'indomani dell'arresto di Bulger. Sembrerebbe proprio di essere dentro un film di 'genere' anni Settanta. Però, va detto, senza la grinta né la visionarietà di Altman o Penn. Johnny Depp fa molti sforzi per entrare in un personaggio 'nuovo', almeno quanto a tratti somatici, gestuali, caratteriali. Ma il lavoro sul ruolo si perde dentro le ripetizioni delle due ora di racconto. A rendere faticosa la narrazione e pesante lo svolgersi degli eventi contribuisce anche Scott Cooper. Che anche in questa occasione si conferma regista dallo stile bloccato e ingessato, chiuso dentro schemi dialettici e iconici per niente dinamici e anzi tendenti al prevedibile e al già visto. Il copione risulta così di insopportabile pesantezza, troppo simile a tanti, troppi titoli del filone "gangster movie". Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, per il viluppo non chiarito di implicazioni sociologiche/storiche, e certo violento, al di là di quel cumulo di violenze reso necessario dall'argomento.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, forse per appassionati di un genere cinematografico tradizionale nel cinema americano, meno per altri non attirati dalla figura dell'eroe spietato e crudele.

Le altre valutazioni

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