Boy Erased. Vite cancellate

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Educazione, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Omosessualità, Tematiche religiose
Genere
Biografico, Drammatico
Regia
Joel Edgerton
Durata
114'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Boy Erased
Distribuzione
Universal Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Dall'autobiografia di Garrard Conley, il film è sceneggiato da Joel Edgerton
Fotografia
Eduard Grau
Musiche
Danny Bensi, Saunder Jurriaans
Montaggio
Jay Rabinowitz
Produzione
Joel Edgerton, Kerry Kohansky-Roberts, Steve Golin. Anonymous Content, Blue-Tongue Films, Focus Features, Perfect World Pictures

Presentato alla 13a Festa del Cinema di Roma (2018)

Interpreti e ruoli

Lucas Hedges (Jared Eamons), Nicole Kidman (Nancy Eamons), Russell Crowe (Marshall Eamons), Joel Edgerton (Victor Sykes), Xavier Dolan (Jon)

Soggetto

Siamo nell’America rurale, nello Stato dell’Arkansas, e il diciannovenne Jared, figlio del pastore battista Marshall e della casalinga Nancy, rivela all’improvviso ai genitori di essere omosessuale. La famiglia è sconvolta e propone al ragazzo di seguire il programma di recupero “Love in Action”...

Valutazione Pastorale

L’attore australiano Joel Edgerton, classe 1974, da anni in ascesa a Hollywood – tra i suoi film “Zero Dark Thirty” (2012), “Loving” (2016) e “Red Sparrow” (2018) – questa volta dirige, scrive e interpreta un dramma familiare tratto da una storia vera. Parliamo di “Boy Erased. Vite cancellate”, ispirato dal racconto autobiografico di Garrard Conley. Siamo nell’America rurale, nello Stato dell’Arkansas, e il diciannovenne Jared (Lucas Hedges), figlio del pastore battista Marshall (Russell Crowe) e della casalinga Nancy (Nicole Kidman), rivela all’improvviso ai genitori di essere omosessuale. La famiglia è sconvolta e propone al ragazzo di seguire il programma di recupero “Love in Action”; il giovane accetta per accontentare i genitori e capire forse meglio se stesso. È l’inizio di lunghe riflessioni, sofferenze e ricerca faticosa di un equilibrio, che implica un confronto serrato anche con i familiari. Un film senza dubbio problematico per i temi messi in campo, raccontati attraverso una prospettiva molto americana. Quello che riteniamo rilevante nell’economia del racconto è il modo in cui l’omosessualità del giovane viene elaborata in famiglia. I genitori non rinunciano alle loro convinzioni e al loro universo valoriale (in particolare il padre), ma capiscono l’importanza di non abbandonare un figlio e di trovare la maniera di accoglierlo sempre. Dall’altro lato, il ragazzo né forza la mano né muove accuse contro i genitori, ma non abbandona la ricerca di risposte. Una tema complicato e di difficile svolgimento, a rischio di stereotipi e facili semplificazioni, gestito con toni non urlati. Dal punto di vista pastorale, il film è complesso e problematico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in occasioni di dibattito sul tema dell'omosessualità in famiglia, nel rapporto genitori-figli. Dato il tema delicato è auspicabile per la proiezione la presenza di educatori e genitori, per favorire un dialogo ampio e approfondito.

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