BUTTERFLY ZONE – Il senso della farfalla

Valutazione
Consigliabile, velleitario
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Fantascienza
Genere
Fantastico
Regia
Luciano Capponi
Durata
100'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Borgo dello Spettacolo
Musiche
Luciano Capponi
Montaggio
Maria Cristina Sansone

Orig.: Italia (2009) - Sogg. e scenegg.: Luciano Capponi - Fotogr.(Scope/a colori): Giulio Pietromarchi - Mus.: Luciano Capponi - Montagg.: Maria Cristina Sansone - Dur.: 100' - Produz.: Giuseppe Franco.

Interpreti e ruoli

Pietro Ragusa (Vladimiro Chenier), Francesco Martino (Amilcare), Francesco Salvi (prof. Chenier), Alessandra Rambaldi (Lidia de Carolis), Giorgio Colangeli (Eriberto di Monsaio), Barbara Bouchet (donna coi baffi), Vincent Riotta (uomo), Damir Todorovic (Nicolaj Savicevich), Cosimo Fusco ( il killer), Armando De Razza (Erminio Zecca), Sergio Nicolai (Arnaldo Confalonieri), Melanie Gerren (Ubriaco/profeta), Sara Armentano (Malika Sharif), Marta Curci (baby), Patrizio Oliva . (Marta)

Soggetto

Vladimiro, insieme all'amico Amilcare, scopre nella cantina del padre morto da poco, un vino che ha il potere di condurre nell'al di là, aprendo una porta che sembra a doppio senso di marcia. Nei loro viaggi di 'esplorazione', i due riportano in vita un inquietante serial killer. Morti violente e rituali misteriosi coinvolgono anche un'agente del Dipartimento di Sicurezza Nazionale deviato e un'organizzazione occulta che cerca di impossessarsi del segreto.

Valutazione Pastorale

Luciano Capponi ha alle spalle una lunga esperienza come autore radiofonico, di programmi televisivi, di spettacoili teatrali. Esordisce ora su grande schermo con una storia che, dice, "si dipana sapiente e lieve come la seta di un bozzolo di farfalla, tra le pieghe di un'indagine di polizia su misteriosi delitti compiuti da un serial killer tornato dal passato (...) e su un aldilà dove non si scherza...". Le ambizioni sono molte, e i vari generi di riferimento (surreale, thriller, favola, metafora...) si incrociano in un copione di taglio fantastico che risulta oltremodo confuso e dispersivo. Riconosciuto all'autore il coraggio di aver affrontato un prodotto insolito e quasi assente nel cinema italiano, bisogna aggiungere che l'assenza nella sceneggiatura di una vera idea-guida fa risaltare passaggi ripetitivi, qualche momento artificioso e non sempre necessario. Sul tema, molto frequente, del rapporto padre-figlio, il film resta comunque curioso e originale, e, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile, anche se nell'insieme velleitario.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, con qualche attenzione per minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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