CACCIA ALLE FARFALLE *

Valutazione
Accettabile-riserve, Ironico
Tematica
Metafore del nostro tempo
Genere
Grottesco
Regia
Otar Iosseliani
Durata
117'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
LA CHASSE AUX PAPILLONS
Distribuzione
Istituto Luce, Italnoleggio Cinematografico
Soggetto e Sceneggiatura
Otar Iosseliani, Lydie Mahias
Musiche
Nicolas Zourabichvili
Montaggio
Otar Iosseliani

Sogg. e Scenegg.: Otar Iosseliani, Lydie Mahias - Fotogr.: (panoramica/a colori) William Lubtchansky - Mus.: Nicolas Zourabichvili - Montagg.: Otar Iosseliani - Dur.: 117' - Produz.: Pierre Grise Productions, Sudaperaga, FR 3 Films, Paris

Soggetto

in una piccolissima città della provincia francese, vivono serenamente e modestamente, due anziane signore nobili, cugine fra loro, che abitano in uno splendido castello del XVII secolo, pieno di mobili e quadri di valore, che appartiene ad Agnès, la più vecchia delle due. Agnès sta sempre in casa, su di una sedia a rotelle, ed è amorosamente curata dalla cugina Solange, mentre i due domestici, Valérie e Bernard, anch'essi piuttosto anziani, si occupano delle faccende domestiche. Solange è attivissima: va in bicicletta a fare la spesa, pesca con le frecce i pesci nel fiume, discute col notaio del luogo per lo sconfinamento del mezzadro, domina un po' tutto il paese, e rimprovera il parroco, che è dedito all'alcool. Nel parco è ora ospitato un gruppo di Krishna, che suonano e cantano, così la loro musica si alterna a quella dell'organo, che alcune signore accompagnano cantando, e a quella del complessino locale, fatto quasi tutto di trombe. Quando giungono, condotti dal notaio, tre giapponesi, decisi a compra-re il castello per qualunque cifra, Agnès li scaccia, e Solange è indignata, perché il capo della delegazione le propone di fare lei l'affare, quando la cugina morrà. Intanto Caprice, la bella negretta. moglie del figlio del notaio, fa da guida ai turisti, che visitano il palazzo. Agnès un giorno muore nel sonno, e tutti sono sconvolti. Solange manda un telegramma in Russia alla sorella della defunta, Hélène, che vive molto modestamente con la figlia, insegnante di danza, in coabitazione con tanti individui, che litigano sempre. Le due russe partono subito per la Francia, e al castello si riuniscono molti parenti avidi di eredità. Il funerale di Agnès si svolge sotto un diluvio, mentre i Krishna cantano, poi c'è un pranzo di famiglia, funestato da alcune liti, e una parte dell'argenteria viene rubata. Poiché il testamento ha dichiarato la sola Hélène crede di tutto il patrimonio, gli altri parenti (meno Solange) rimangono delusi. La saggia cugina parte il giorno dopo, diretta ad un castello in Germania, sullo stesso treno di un maragià, ma i vagoni saltano in aria per un attentato terroristico, e i passeggeri muoiono. Hélène e sua figlia vendono il castello ai giapponesi, che ne deturpano la bellezza, mettendo grandi ideogrammi sulla facciata e sul cancello.

Valutazione Pastorale

questo film è una meditazione su di un passaggio di epoche, trattato in toni grotteschi e ironici, e talvolta nostalgici, ma sempre con grande delicatezza di particolari e ambientazioni. È chiaro che Iosseliani rimpiange la raffinatezza del passato, ma sa che il "progresso" non si può arrestare. Assistendo a questo lavoro, se ne ammira lo splendido e delicato contorno, ma si ha l'impressione che gli manchi l'ossatura solida, che dovrebbe sostenere il tutto, e perciò l'insieme risulta un po' debole e desta poco interesse. I personaggi della vicenda sono quasi tutte donne anziane: il tempo della caccia alle farfalle, cui si dedicavano, quando erano ragazze, è definitivamente tramontato: il treno, che salta in aria, è il simbolo del crollo di quell'epoca raffinata. Ricevuta infatti l'eredità, mentre Hélène è un po' spaesata fra tanta agiatezza, la figlia si trasferisce con lei subito a Parigi, per farvi una ricca vita borghese, e inizia a comprarsi un vasto assortimento di abiti di lusso. Bisogna notare che nel film, fra tanti particolari fini e spiritosi, spicca in modo sgradevole l'insistenza con cui si mostra il parroco dedito all'alcool. A tale motivo sono dovute le riserve.

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