CANTANDO DIETRO I PARAVENTI

Valutazione
Raccomandabile, poetico
Tematica
Guerra, Mare, Metafore del nostro tempo, Pace, Solidarietà-Amore, Teatro
Genere
Drammatico
Regia
Ermanno Olmi
Durata
100'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Francia, Gran Bretagna, Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
01 Distribution, Mikado Film
Musiche
Han Yong
Montaggio
Paolo Cottignola

Orig.: Italia/Gran Bretagna/Francia (2003) - Sogg. e scenegg.: Ermanno Olmi - Fotogr.(Scope/a colori): Fabio Olmi - Mus.: Han Yong - Montagg.: Paolo Cottignola - Dur.: 100' - Produz.: Luigi Musini, Roberto Cicutto.

Interpreti e ruoli

Bud Spencer (il vecchio capitano), Jun Ichikawa (vedova Ching), Sally Ming Zeo Ni (confidente), Camillo Grassi (Nostromo), Makoto Kobayashi (ammiraglio Ching), Xiang Yang Li (supremo ammiraglio Kwo Lang), Guang Wen Li (Dignitario imperiale), Ruohao Chen (Emissario imperiale), Davide Dragonetti . (cliente ignaro)

Soggetto

In una Cina anni Trenta del secolo scorso, un giovane studente occidentale, a causa di un malinteso, viene condotto in un teatrino-bordello. Varcata la soglia, però, realtà e magia del teatro si confondono: un attore, nelle vesti di un Vecchio Capitano di marina dall'accento spagnoleggiante, si presenta sul palcoscenico, che riproduce la tolda di una giunca cinese, e narra la storia di una celebre donna pirata, Ching, vedova dell'Ammiraglio di una potente flotta piratesca armata da una società di Anonimi Azionisti nella Cina del 1700. Corteggiato dall'Imperatore per debellare la diffusa ladroneria, l'Ammiraglio è stato poi eliminato su richiesta proprio degli Azionisti. Ora la vedova giura vendetta e convince l'equipaggio fedele all'Ammiraglio a dedicarsi ad abbordaggi e saccheggi. Cruente battaglie si profilano all'orizzonte. Quando all'improvviso fruscianti e lievi aquiloni di carta calano dal cielo. La vedova Ching li fa raccogliere, mette in ordine i frammenti e legge frasi di sapienza antica, l'antica fiaba del drago e della farfalla. Ora i pericoli di una guerra sanguinosa sono scongiurati.

Valutazione Pastorale

Continuando ad affrontare i temi già al centro del precedente "Il mestiere delle armi", Ermanno Olmi compone con questo film un commosso, commovente, forte appello alla pace, forse il più incisivo che il cinema recente (non solo italiano) abbia saputo lanciare. Nello scrivere il copione, il regista attinge ad antichi documenti conservati negli archivi di Pechino, manipola liberamente fatti veri e finzione nella dimensione della favola allegorica, fa dire ai protagonisti (e dice a noi) che in una situazione storica di flusso ininterrotto delle guerre, se appare un gesto gentile e una delle due parti decide di accettarlo, allora é il momento di deporre la spada. Il titolo è certamente emblematico e bisogna aspettare l'ultima sequenza perchè il personaggio-guida (il capitano grosso e saggio, di età indefinibile, fuori dalla storia e dentro tutte le Storie) ne sveli la motivazione. Intanto Olmi ha raccontato una fiaba di struggente realismo, insieme poetica e lucidamente concreta. La collocazione in una Cina 'romanzesca' non crea lontananza o distacco ma anzi dà maggior forza all'utopia. Le ritualità descritte non sono rimandi ad altro, a suggestioni culturali di mondi lontani, ma richiamano una profonda radice spirituale cristiana. "Chi é potente deve essere consapevole del valore di un gesto gentile" dice Olmi, e uno dei suoi interpreti aggiunge nel finale: "Il perdono é più grande della legge". Ecco allora la parabola del figliol prodigo: un figlio che torna merita il perdono per la gioia che procura. Nella ricchezza visiva delle immagini si distende un'idea del Tempo, come motore unico di vita attraversato dal soffio dello Spirito e dell'unione uomo/Natura: per guardare il cielo bisogna partire dalla Terra. Operando una feconda sintesi tra cinema e teatro, Olmi fa camminare il pensiero nell'azione, gioca con i colori, con la luce, esalta il ruolo femminile: "...e le donne rallegrarono il giorno, cantando dietro i paraventi". Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come raccomandabile, e nell'insieme poetico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e da recuperare in molte occasioni come spettacolo di alto livello su temi di grande attualità svolti con respiro metastorico,interiore e all'insegna del dialogo e della comprensione reciproca.

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