CHE FAME!

Valutazione
Accettabile-riserve, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Cibo, Donna, Matrimonio - coppia
Genere
Grottesco
Regia
Florence Quentin
Durata
95'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
J'ai faim!!!
Distribuzione
Warner Bros Italia
Musiche
brani di autori vari, e musiche a cura di Zomba Production Music
Montaggio
Anna Lafarge

Orig.: Francia (2001) - Sogg. e scenegg.: Florence Quentin - Fotogr.(Panoramica/a colori): Bruno De Keyzer - Mus.: brani di autori vari, e musiche a cura di Zomba Production Music - Montagg.: Anna Lafarge - Dur.: 95' - Produz.: Patrice Ledoux.

Interpreti e ruoli

Catherine Jacob (Lily), Michèle Laroque (Arlette), Yvan Le Bolloc'h (Barnabe), Alessandra Martines (Anais), Garance Clavel (Jolande), Stephane Audran (Gaby)

Soggetto

Mentre é bloccata a letto dal colpo della strega, Lily, proprietaria di un negozio di fiori, viene lasciata dal fidanzato Bernabe. Lily é una ragazza robusta e ben in carne, forse troppo le dicono le amiche, esortandola a cominciare quanto prima una cura dimagrante. Lily accetta il consiglio, ma al tempo stesso coltiva il sospetto che il vero motivo dell'abbandono non sia il proprio peso forma bensì un'altra donna, la bella Anais. Allora, sempre con la complicità delle amiche, organizza contro di lei una serie di beffe e di scherzi, alcuni piuttosto pesanti. Quando, appostatasi all'ingresso dell'Hotel Luxembourg, Lily scopre che il compagno di Anai non è Bernabe ma un altro mai visto, resta delusa e cade in una profonda depressione. Arrestata durante la notte per ubriachezza, Lily esce grazie all'intervento del fisioterapista, che aveva cominciato ad andare a casa sua per curarle il mal di schiena. I due si allontanano insieme.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una commedia leggera e ironica nello svolgersi dell'azione, nel ritmo narrativo, nei dialoghi. Il taglio paradossale, che dà alla vicenda i colori del grottesco, non impedisce tuttavia l'emergere, lungo il racconto, di temi interessanti e attuali quali: la mania di seguire a tutti costi determinati modelli di donne; il ricorso insistito e irrazionale a cure e diete che snaturano l'organismo e procurano guatsi spesso irreparabili; il cinismo di certi medici che si limitano ad assecondare e prolungare cure che al contrario dovrebbero sconsigliare o interrompere al più presto. Diretto da una regista esordiente in grado di cogliere certe sottili sfumature del mondo femminile, il film, dal punto di vista pastorale, accusa qualche squilibrio, qualche passaggio un po' esteriore e sopra le righe che esige riserve, ma nell'insieme é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre per avviare, in modo anche divertente e scanzonato, una riflessione su temi che coinvolgono sopratutto fasce di giovani e giovanissimi.

Le altre valutazioni

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