COLPO DI FIONDA **

Valutazione
Accettabile-riserve, Realistico, Dibattiti
Tematica
Genere
Biografico
Regia
Ake Sandgren
Durata
102'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Svezia
Titolo Originale
THE SLINGSHOT
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Ake Sandgren Tratto dal romanzo di Roland Schutt
Musiche
Bjorn Isfalt
Montaggio
Grete Moldrup

Sogg.: Tratto dal romanzo di Roland Schutt - Scenegg.: Ake Sandgren - Fotogr.: (panoramica/a colori) Goran Nilsson - Mus.: Bjorn Isfalt - Montagg.: Grete Moldrup - Dur.: 102' - Produz.: Waldemar Bergendahl

Interpreti e ruoli

Jesper Salen (Roland Schutt), Stellan Skarsgard (Fritiof Schutt), Basia Frydman (Zipa Schutt), Niclas Olund (Bertil Schutt), Reine Brynolsson (Hinke Bergegren), Jacob Legraf (Stickan), Frida Hallgren (Margit), Ernst Hugo Järegard (Lundin), Axel Duberg, Ing-Marie Carlsson, Ernst Gunther, Per Ericcson

Soggetto

a Stoccolma, negli anni '20, il dodicenne Roland Schutt, con padre socialista, madre ebrea russa, e con il fratello maggiore Bertil, aspirante pugile, affronta le difficoltà ambientali con coraggio. Il padre, Fritiof, si arrangia in ogni modo, ma soffre di sciatica, e deve ricorrere alla morfina. Si fa propaganda al profilattico presso le classi povere, e la polizia interviene ed arresta tutti, compreso Fritiof che si picchia con gli agenti. Roland prende a credito la bicicletta del compagno Stickan, ma non può pagarla perché deve ripagare i guantoni strappati al manesco fratello, il quale tenta con poca gloria la via del ring, svenendo ancora prima di combattere, sfibrato com'è dalla prolungata sauna fatta per scendere di peso. Roland decide di vendere i profilattici sottratti alla genitrice, che li distribuisce clandestinamente a negozio, dapprima come palloncini, e dopo che la madre glieli buca, come elastici di fionde che vende per saldare il debito. Stickan ha venduto la sua bicicletta, ma gliene procura altre da aggiustare e verniciare. A scuola il maestro Lundin non perde occasione per umiliarlo e punirlo, ed uniche consolazioni sono l'amicizia con un rospo, detto Heriksson, e con una prostituta bambina, Margit, che finirà annegata. Gli affari di Roland in fionde e biciclette crollano, essendo queste ultime di provenienza furtiva: gli viene estorta una confessione che gli costerà il correzionale. Ma anche questa esperienza gli servirà per reagire ancora una volta e riemergere, più innamorato della vita che mai.

Valutazione Pastorale

affresco di notevole freschezza e ravvivato dal sapore autobiografico, che rende verosimili anche gli aspetti apparentemente più grotteschi e paradossali dell'infanzia di questo futuro inventore, il film di Sandgren si muove con scioltezza e con suggestive immagini in una Stoccolma agli inizi del secolo dove spirano gli opposti venti della da poco accesa Rivoluzione bolscevica e del soffocamento e contenimento dei suoi fermenti, spesso ai limiti della persecuzione e del razzismo, praticati a livello di scuola e ordine pubblico dal regime. Tra questi due fuochi, che strinano le classi povere e di cui recano le bruciature il padre e la madre, Roland sa barcamenarsi con la testardaggine e la caparbietà ereditata dalla madre ebrea, abituata a soffrire, a non mollare mai, a rialzarsi sempre. Al figlio che leggendo tra le righe la sua nostalgia per la Russia le chiede se sarebbe stato quello che è se lei fosse rimasta in patria sposando un altro, risponde con le parole che sono una valida esemplificazione del messaggio che la figura del piccolo Roland trasmette: "Ognuno può essere esattamente quello che vuole", purché abbia dentro di sé la voglia di vivere, la curiosità, la dignità, la caparbietà che fa superare tutti gli ostacoli che la vita ci oppone per metterci, anche duramente, alla prova. Toccante l'amicizia tra Roland e la giovanissima Margit, che sogna Gerusalemme e che le spire del vizio stritoleranno impietose. Ben fotografato, ben diretto e con un'efficace colonna sonora, il film si segnala come uno dei più interessanti della stagione, e testimonia ancora una volta la qualità del cinema scandinavo.

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