DEMOLITION MAN *

Valutazione
Discutibile, Crudezze
Tematica
Genere
Fantastico
Regia
Marco Brambilla
Durata
114'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
DEMOLITION MAN
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Daniel Waters, Robert Reneau, Peter M. Lenkov Peter M. Lenkov, Robert Reneau
Musiche
Elliot Goldenthal
Montaggio
Stuart Baird

Sogg.: Peter M. Lenkov, Robert Reneau - Scenegg.: Daniel Waters, Robert Reneau, Peter M. Lenkov - Fotogr.: (scope/a colori) Alex Thomson - Mus.: Elliot Goldenthal - Montagg.: Stuart Baird - Dur.: 114' - Produz.: Joel Silver, Michael Levy, Howard Kazanjian

Interpreti e ruoli

Sylvester Stallone (John Spartan), Wesley Snipes (Simon Phoenix), Sandra Bullock (Lenina Huxley), Nigel Hawthorne (Raymond Cocteau), Benjamin Bratt (Alfredo Garcia), Glenn Shadix (Bob), Denis Leary (Edgar Friendly), Grand L. Bush, Pat Skipper, Steve Kahan, Paul Bollen, Mark Colson, Andrè Gregory

Soggetto

a Los Angeles nel 1996, Simon Phoenix, uno psicopatico omicida, viene catturato dal sergente di polizia John Spartan, detto "Demolition man" per le sue doti di coraggio e per le "devastazioni" che accompagnano le sue gesta (infatti nell'arrestare Phoenix ha fatto crollare il palazzo dove il maniaco era asserragliato con 30 ostaggi). Condannato a 70 anni di ibernazione e rieducazione in una "crioprigione", Spartan nel 2032, in una Los Angeles ribattezzata San Angeles, viene "scongelato" su suggerimento di Lenina Huxley, una poliziotta, per fermare l'antico rivale, disibernato misteriosamente e dedito con successo al saccheggio ed all'omicidio, in una realtà che, grazie al sindaco e governatore Raymond Cocteau, è divenuta asettica, dietetica e salutista, priva di droga, omicidi, sesso fisico (ci si ama "virtualmente" con tanto di casco), e con il turpiloquio multato. Nel sottosuolo intanto vivono i "Relitti", brutti, sporchi e cattivi che ogni tanto escono per imbrattare i muri e offrire cibi proibiti (tipo hamburger di topo) alla gente. Il capo di costoro, Edgar Friendly, è l'obiettivo di Phoenix, che è stato disibernato e programmato all'uopo dal subdolo Cocteau. Ma con l'aiuto di Lenina, con la quale si instaura un rapporto dapprima "virtuale", ed infine più "concreto", Spartan scopre il piano del governatore, che però viene ucciso da uno dei complici di Phoenix, noti delinquenti del suo tempo, disibernati su sua richiesta. In uno spettacolare scontro, dopo alterne vicessitudini, Spartan ha la meglio sul nemico congelandolo e mandandolo in pezzi: gli asettici abitanti della superficie e quelli del sottosuolo dovranno ora trovare un modo per convivere.

Valutazione Pastorale

le consuete bravate del protagonista, fracassone e populista, sono questa volta ravvivate quà e là da alcune gag azzeccate e da qualche battuta agropiccante che stemperano il clima di violenza a volte eccessivo per un film del genere: in questo contesto infatti la violenza di Phoenix è troppo selvaggia e perversa. La robotizzazione di animi e costumi della nuova società americana media è totale: il soggettista scomoda Lenin e Huxley per ribadire che la società ideale, ventilata in tanto cinema e letteratura sull'argomento, in realtà nasconde in alto la dittatura e l'inganno, e in basso comprime le fresche energie dell'inventiva e dell'iniziativa personale tanto care all'americano medio. La soluzione secondo "Demolition Man" è che i troppo asettici borghesi devono diventare un pò più sudici, ed i troppo ruspanti e pidocchiosi "Relitti" devono ripulirsi un pò. Accontentiamoci della sua visione alquanto demagogica delle cose, che poi, vedi caso, finiscono sempre per dare ragione "all'establishment" che produce appunto film con messaggi come questo, destinati a rassicurare l'americano medio. Sarebbe ingeneroso ignorare la dovizia di effetti speciali o la ormai proverbiale bravura degli stunt-men.

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