DON JUAN DE MARCO – MAESTRO D’AMORE *

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Malattia
Genere
Grottesco
Regia
Jeremy Leven
Durata
97'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
DON JUAN DE MARCO
Distribuzione
Artisti Associati
Soggetto e Sceneggiatura
Jeremy Leven liberamente tratto dal libro "Don Juan" di Lord Byron
Musiche
Michael Kamen
Montaggio
Tony Gibbs

Sogg.: liberamente tratto dal libro "Don Juan" di Lord Byron - Scenegg.: Jeremy Leven - Fotogr.: (normale/a colori) Ralf Bode - Mus.: Michael Kamen - Montagg.: Tony Gibbs - Dur.: 97' - Produz.: Francis Ford Coppola, Fred Fuchs, Patrick Palmer

Interpreti e ruoli

Marlon Brando (Jack Mickler), Johnny Depp (Don Juan De Marco), Faye Dunaway (Marilyn Mickler), Geraldine Pailhas (Doña Ana), Talisa Soto (Doña Julia), Jo Champa (Sultana Gulbeyaz), Tresa Hughes (nonna di Juan), Bob Dishy, Rachel Ticotin, Marita Geraghty, Richard Sarafian, Franc Luz, Carmen Argenziano

Soggetto

dopo aver sedotto con la sua corte irresistibile una donna in attesa del fidanzato al ristorante, un giovane che si crede Don Juan De Marco decide di suicidarsi. Lo salva lo psichiatra Jack Mickler, spacciandosi per il nobile Don Octavio. Interessatosi al caso, riesce a sottrarlo ai farmaci per studiare la sua mitomania: il giovane racconta di esser nato in Messico, da padre di origini italiane, e di aver avuto la prima esperienza con la giovane istitutrice Doña Julia, il cui marito ha sfidato a duello ed ha ucciso il padre di Juan, mentre la madre si è ritirata in convento. Intanto, contagiato dall'ardore vitale del giovane, l'anziano e pingue psichiatra sembra trovare nuovi stimoli nel rapporto con la moglie Marilyn. Ma la nonna del giovane smonta la sua fantasiosa storia: il padre, un ballerino, è morto in un incidente d'automobile; la madre è viva. Juan ribatte che la nonna è pazza, e narra a Jack di quando fu amante della sultana Gulbeyaz nell'harem di un emiro, introducendosi nel serraglio in abiti muliebri. Frattanto il collegio medico insiste perché Juan sia sottoposto a terapia farmacologica, anche perché il giudice deve stabilire se rinchiudere o meno il giovane in una casa di cura. Ad aumentare le perplessità di Jack arriva dal Messico la madre del giovane, che è effettivamente una suora. Poi Juan riprende il suo "racconto": naufragato sull'isola di Eros, ha trovato l'amore della sua vita, Doña Ana, ma alla rivelazione delle sue innumerevoli amanti costei lo ha abbandonato per sempre ed egli ha così deciso di uccidersi. Ma davanti al giudice vien fuori un'altra verità: la madre si è fatta suora dopo la morte del marito cui era infedele, rinchiudendosi in convento in Messico. Juan viene dimesso, ma Jack, ormai completamente affascinato e con un rapporto matrimoniale ristabilito, lo porta con sé in un'isola che sembra stranamente quella dei racconti del suo ex paziente.

Valutazione Pastorale

un film certamente originale, che coniuga il tema della malattia mentale con quello dell'eterna validità del mito. L'amante per antonomasia, colui che sa trarre da ogni donna il fuoco interno che ella stessa ignora di possedere, viene qui presentato con romantici languori ai quali si unisce una dose di ironia. Il medico, che dovrebbe guarire il malato, è guarito in definitiva dal calore sprigionato dalla "malattia" di costui, ossia l'amore per la bellezza e per la vita. Il fascino del film, oltre alla fotografia volutamente patinata e corrusca come in un dramma spagnolo, è nel confronto tra giovinezza densa di sogni e vecchiaia irta di rimpianti, che però la spinta della prima spinge a recuperare a poco a poco sopiti entusiasmi e comprensioni più profonde nel rapporto coniugale. Ottime le interpretazioni di Johnny Depp e di Marlon Brando che, nonostante la mole e l'aspetto disfatto, sembra divertirsi a prendersi in giro.

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