DONNE SOTTOTETTO (CENTRO STORICO)

Valutazione
Inaccettabile, Scabroso
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Roberto Giannarelli
Durata
108'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
DONNE SOTTOTETTO (CENTRO STORICO)
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Luciana Luppi, Roberto Giannarelli, Paolo Virzì, Ludovica Marineo Tratto dal lavoro teatrale "Coabitazione" di Luciana Luppi
Musiche
Armando Trovajoli

Sogg.: Tratto dal lavoro teatrale "Coabitazione" di Luciana Luppi - Scenegg.: Luciana Luppi, Roberto Giannarelli, Paolo Virzì, Ludovica Marineo - Fotogr.: (panoramica/a colori) Blasco Giurato - Mus.: Armando Trovajoli - Mont.: Carla Simoncelli - Dur.: 108' - Produz.: Mass Film, Clesi Cinematografica

Interpreti e ruoli

Giuliana De Sio (Sandra), Amanda Sandrelli (Graziella), Blas Roca Rey (Fabrizio), Nadia Rinaldi (Ramona), Serena Grandi (Carola), Sabrina Ferilli (Diana)

Soggetto

Sandra, regista in crisi creativa ed esistenziale, vede giungere, nel suo miniappartamento del centro storico di Roma, Graziella, la giovane amica di famiglia che ha perso la madre da poco e tenta di sottrarsi all'oppressivo clima familiare. Dopo qualche dissapore per l'invadenza e l'entusiasmo infantile di Graziella, Sandra le sottrae l'amico Fabrizio, un giovane sceneggiatore che ha avuto solo un flirt con lei. Quest'ultima fa amicizia con Carola, attrice di pubblicità che coabita con Diana, l'unica con un lavoro fisso e appassionata di gatti e tarocchi. Graziella, dopo un inutile periodo di prova in un giornale, è costretta a fare la baby sitter, mentre nell'appartamento si trasferiscono Carola, in rotta con Diana, e un'amica spagnola, Ramona. Un viaggio di lavoro a Mosca di Sandra mette a nudo la fragilità del suo rapporto con Fabrizio, che invece di presentarsi alla partenza sparisce a suo dire per un improvviso ricovero per malore. Le amiche organizzano una festa di compleanno per Sandra a sua insaputa, nel corso della quale lei litiga con Fabrizio che, piccato perchè Sandra avrebbe ipotizzato il suo futuro parlandone con sua madre, la irretisce con Carola, suscitando l'ira di Sandra, che lo caccia di casa. Dopo un litigio generale le donne si calmano, e Fabrizio, pentito ed incerto, suona invano il campanello per riconciliarsi con Sandra.

Valutazione Pastorale

la facilità con cui Sandra ha rapporti sessuali con Fabrizio, dopo aver chiarito che tra lui e Graziella non c'è niente di profondo (almeno da parte dell'immaturo giovane), non è certo un segnale positivo, anche se temperato dal fatto che da una regista giovane e stressata non è possibile ottenere un comportamento equilibrato. Anche Carola, Diana e Ramona, che con più o meno incisività completano le tessere di questo mosaico femminista (il lavoro teatrale cui si ispira il film è opera della sceneggiatrice Luciana Luppi), incarnano con un certo realismo la situazione di assenza di valori portanti, di obiettivi ben delineati, in queste giovani vite. In mezzo alle donne si colloca l'unica figura maschile, Fabrizio, chiaramente immaturo che si sostiene ad antidepressivi e camomille e trova in Sandra, più grande di lui, la tipica figura materna vicaria, che non può che impedirgli di maturare. La figura positiva, in effetti, è proprio Graziella: logorroica, infantile, ingenuamente ottimista ma sincera. Pur innamorata di Fabrizio è disposta a sacrificarsi per Sandra, per la quale ha una venerazione, e trova sempre, nel rapporto con le altre, la via della solidarietà e della tolleranza anzichè quella dello scontro e della polemica. Ma è troppo poco per vedervi un messaggio di fondo. Dal punto di vista stilistico il film è notevolmente appesantito e reso macchinoso dall'impianto scopertamente teatrale. Se Giuliana De Sio, soprattutto, e in fondo anche Amanda Sandrelli tengono la parte in modo plausibile, la recitazione delle altre non giova certo ad acuire l'attenzione dello spettatore. Anche il turpiloquio, tanto per essere in carattere, non fa certo difetto.

Le altre valutazioni

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