ED WOOD **

Valutazione
Accettabile-riserve, Realistico
Tematica
Cinema nel cinema
Genere
Biografico
Regia
Tim Burton
Durata
127'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
ED WOOD
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Scott Alexander, Larry Karaszewski liberamente tratto dalla biografia "Nightmare of Ecstasy" di Rudolph Grey
Musiche
Howard Shore
Montaggio
Chris Lebenzon

Sogg.: liberamente tratto dalla biografia "Nightmare of Ecstasy" di Rudolph Grey - Scenegg.: Scott Alexander, Larry Karaszewski - Fotogr.(normale/b.n.): Stefan Czapsky - Mus.: Howard Shore - Montagg.: Chris Lebenzon - Dur.: 127' - Produz.: Denise Di Novi, Tim Burton.

Interpreti e ruoli

Johnny Depp (Ed Wood), Martin Landau (Bela Lugosi), Lisa Marie (Vampira), Sarah Jessica Parker (Dolores Fuller), Patricia Arquette (Kathy O'Hara), Bill Murray (Bunny Breckinridge), Jeffrey Jones (Criswell), George Steele (Tor Johnson), Max Casella, G. D Spradlin, Vincent D'Onofrio, Mike Starr, Brent Hinkley.

Soggetto

Giunto dalla natia Pennsylvania, negli anni '50, a Los Angeles, il giovane Edward D. Wood jr. è reduce dall'insuccesso teatrale del suo lavoro "The Casual Company". Determinante è l'incontro col suo idolo Bela Lugosi. Questi, personificazione del mito di Dracula, è disoccupato da 4 anni, vive del sussidio, è da tempo alcolizzato e morfinomane, ma Ed riversa su di lui tutto l'affetto e l'ammirazione. Ed ha già proposto al produttore Weiss la storia di un uomo incerto sulla sua destinazione sessuale, "Glen or Glenda", che riflette la sua segreta passione per l'intimo femminile, atteggiamento che sconcerta non poco la moglie Dolores Fuller. Wood diviene il protagonista di questo scombiccherato antesignano dei film "en travesti" che la presenza di Lugosi dovrebbe nobilitare e che rende ilare Feldman della Warner quando gli viene sottoposto. Ma Wood non demorde, ed organizza convention per raccogliere, invano, fondi. Privo di denaro, accetta dapprima un'aspirante attricetta, Loretta King, al posto della moglie, che poi lo lascia, e quindi l'inetto figlio di un macellaio come protagonista. Lugosi deve addirittura mimare una lotta in una pozza gelata con una piovra di gomma rubata e priva di motore. "La sposa del mostro", già "Sposa dell'atomo", è un altro insuccesso clamoroso. Frattanto Lugosi, gravemente intossicato, va in ospedale. Nell'assisterlo Ed conosce la sua futura ed affezionata moglie, Kathy O' Hara. Poi Bela, dopo aver girato una scena del film "Ladri di tombe dallo spazio", muore. Il padrone di casa, il pastore battista Lemon, accetta di finanziare, per raccogliere con gli incassi fondi per una serie di film religiosi, "Plan 9 from outer space". Fa però battezzare tutta la strampalata troupe: la presentatrice televisiva Vampira; il sensitivo Criswell, il chiropratico Tom Mason, assunto quale controfigura di Lugosi; il lottatore Tor Johnson; l'omossessuale Bunny Breckinridge, che sogna un cambiamento di sesso in Messico. Prima della ipotetica quanto trionfale "prima" al prestigioso "Pantages" di Los Angeles, Ed ricorda l'amico scomparso.

Valutazione Pastorale

Rievocazione intelligente e puntigliosa di un ambiente artistico, sociale, umano, con un magistrale uso del bianco e nero; ritratto sempre umanissimo e privo di sarcasmi ma denso di pietà e partecipazione umana del giovanotto visionario ed a suo modo ispirato, la cui fede nel cinema è superiore alla ingenua e spesso forzosamente sciatta faciloneria delle sue opere. Ma soprattutto colpisce e commuove il suo rapporto col vecchio Lugosi, già glorioso protagonista del ricco filone horror anni '30 e '40, cui Ed dà non solo l'affetto e l'assistenza amorevole di un figlio, ma anche la gioia di sentirsi, sia pure nel vasto sottobosco del film "spazzatura", ancora sulla breccia. Superfluo elogiare la prova superba di Martin Landau, ma doveroso citare la bravura di Johnny Deep, che sembra sicuramente uno dei talenti più brillanti e sensibili della nuova generazione. Dal regista al costumista, dal fotografo allo scenografo, tutti contribuiscono a creare uno spettacolo di classe. Eventuali ambiguità o scabrosità in certi atteggiamenti dei protagonisti sembrano esorcizzati dallo stile sobrio, senza enfatizzazioni, e soprattutto dalla "pietas" con cui il regista guarda alle debolezze dei personaggi.

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