EL JARDIN DEL EDEN – MOTEL EDEN

Valutazione
Accettabile, Realistico
Tematica
Emigrazione
Genere
Drammatico
Regia
Maria Novaro
Durata
104'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Messico
Titolo Originale
EL JARDIN DEL EDEN
Distribuzione
A.B. Film Distributors
Soggetto e Sceneggiatura
Beatriz Novaro, Maria Novaro e Scenegg.: Beatriz Novaro, Maria Novaro
Musiche
Pepe Stephens
Montaggio
Sigfrido Barjau

Sogg.: e Scenegg.: Beatriz Novaro, Maria Novaro - Fotogr.: (panoramica/a colori) Eric A. Edwards - Mus.: Pepe Stephens - Montagg.: Sigfrido Barjau- Dur.: 104' - Produz.: Jorge Sanchez

Interpreti e ruoli

Renee Coleman (Jane), Bruno Bichir (Felipe Reyes), Rosario Sagrav (Elizabeth), Gabriela Roel (Serena), Alan Ciangherotti (Juliàn), Ana Ofelia Murguia (Zia Juana), Joseph Culp (Frank), Jeronimo Berruecos, Lucero Sanchez, Angeles Cruz, Dennise Rodriguez

Soggetto

Serena, una messicana vedova con tre figli, giunge a Tijuana, città di frontiera tra Messico e Stati Uniti. In evidenti difficoltà finanziarie, viene aiutata dalla zia Juana, una estrosa vecchia che ha un negozio di abiti usati. Il figlio maggiore, Juliàn, è quello che soffre di più della situazione, mal adattandosi ad uno stile di vita diverso da quello degli Stati Uniti. A Tijuana anche Elizabeth, una chicana divorziata rientrata in patria, che fa la fotografa ed effettua videoriprese sulla popolazione locale, ha problemi: Guadelupe, la figlia di 5 anni, è in crisi psicologica in quanto non parla né inglese né spagnolo. Raggiunge Elizabeth l'amica americana Jane, una bionda scrittrice in cerca di notorietà: il fratello di lei, scrittore in congedo, si è ritirato in una casetta sulla costa dove studia il linguaggio delle balene grigie. Mentre per Jane tutto è folklore e colore locale, per Felipe Reyes, contadino che cerca di emigrare e che l'americana trova attraente, il problema è oltrepassare la frontiera: durante un tentativo incappa in un gruppo di ladri che lo malmena e lo deruba. Soccorso da Jane, viene messo insieme a Juliàn nel portabagagli dell'automobile della donna con la quale attraversa finalmente la frontiera. I tre fuggiaschi arrivano intanto al Motel "Il giardino dell'Eden", dove tra Jane e Felipe si stabilisce un rapporto sentimentale causando la gelosia di Juliàn che sparisce: sorpreso dalla polizia il ragazzo viene riconsegnato alla madre. Felipe, non sopportando più Jane (secondo lui una superficiale che non capisce i suoi veri problemi), tenta di svolgere del lavoro "nero" ma viene bloccato dalla polizia che lo fa rimpatriare. Solo le balene grigie non hanno problemi di confine, nuotando spensierate nel Golfo di California.

Valutazione Pastorale

il film descrive un mondo particolare come quello della frontiera tra Messico e Stati Uniti (sono recenti le polemiche esplose con l'erezione della nota barriera, una sorta di recinto per tenere lontane le "mandrie migratorie" il cui flusso continuo assilla gli Stati Uniti). Ed i personaggi sono una miscela di umori che denotano il profondo disagio che accomuna paradossalmente gli uomini al di qua e al di là del muro metallico che si estende per venti chilometri. Frank ha lasciato la nevrosi urbana statunitense per fare l'eremita animalista vicino all'oceano: è uno sconfitto, in realtà, che si camuffa da santone. Jane si illude di andar a caccia di emozioni da tradurre in romanzi e racconti. Elizabeth vede dolorosamente rispecchiata la sua crisi "etnica" nel mutismo significativo della figlia. Juliàn si fa trascinare da Felipe oltre confine, ma poi è costretto a tornare dalla mamma. L'unico determinato e sfortunato è Felipe che, desideroso di costruirsi una nuova vita in America, prima viene pestato e derubato, poi arrestato e rimpatriato. Ma tutto questo è narrato con lentezze e ingenuità didascaliche che diluiscono la drammaticità della situazione.

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