FACCIA DI PICASSO

Valutazione
Futile, banalità
Tematica
Mass-media
Genere
Farsesco
Regia
Massimo Ceccherini
Durata
94'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Musiche
Riccardo Galardini
Montaggio
Alessio Doglione

Orig.: Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Giovanni Veronesi, Massimo Ceccherini - Fotogr.(Panoramica/a colori): Toni Canevari - Mus.: Riccardo Galardini - Montagg.: Alessio Doglione - Dur.: 94' - Produz.: Vittorio Cecchi Gori.

Interpreti e ruoli

Massimo Ceccherini (sé stesso), Alessandro Paci (sé stesso), Marco Giallini (Federico), Bianca Guaccero, Yulia Mayarchuck, Vincenzo Salemme

Soggetto

Ceccherini é alla ricerca di un soggetto per il suo prossimo film. Con lui c'è l'amico attore Paci, che del film sarà il protagonista. Federico, il produttore, li sollecita e li tiene sotto pressione. Ceccherini, dopo alcuni tentativi, decide, prima di fare il film, di girare alcuni omaggi a famosi esempi del cinema del passato. Si comincia con 'Lo squalo' e poi Stanlio e Ollio. Ceccherini si concede una pausa a contatto con la natura, poi a Bologna fa alcune interviste a studenti e studentesse dell'università. Di nuovo ecco Hannibal the Cannibal, poi il Pinocchio di Comencini con la presenza del bambino di allora oggi uomo; ecco l' Esorcista, Rocky IV, e poi un sogno su se stesso che sposa Stefania. Infine Ceccherini e Paci sono a Berlino: davanti a quello che resta, Ceccherini sogna un muro tutto imbiancato, proprio come faceva il padre, che faceva il nobile mestiere di imbianchino.

Valutazione Pastorale

L'attore-regista cerca ispirazione per un nuovo film e, mentre si affatica, in realtà il film lo sta girando. Cinema nel cinema: certe volte una soluzione che affascina, certe altre solo una scappatoia per evitare di inventare storie autentiche. Tra le due soluzioni Ceccherini si barcamena, muovendosi tra realtà e finzione con il suo fare dinoccolato, svagato, distratto. I siparietti hanno qualche momento simpatico, le atmosfere in genere sono un po' goliardiche un po' infantili. E' encomiabile che il tono generale sia più misurato e contenuto, sono assenti pesantezze e volgarità: anzi su questa decisione di una maggiore 'cura' verbale e gestuale, l'autore stesso si sofferma e ironizza divertito. In conclusione il film,di tono farsesco, ha qualche momento di comicità indovinata, ma nell'insieme sconta una irritante debolezza complessiva: manca il film, mancano contenuti di qualche autentico spessore. Dal punto di vista pastorale, la valutazione é quella del futile, con l'aggiunta di tante, frequenti banalità. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, tenendone presente il livello, i toni, le limitate possibilità.

Le altre valutazioni

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