FAUST

Valutazione
poetico, Raccomandabile, Adatto per dibattiti
Tematica
Guerra, Libertà, Male, Morte, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Alexander Sokurov
Durata
134'
Anno di uscita
2011
Nazionalità
Russia
Distribuzione
Archibald Film
Soggetto e Sceneggiatura
Alexander Sokurov, Marina Koreneva Yuri Arabov dalla tragedia omonima di Johann Wolfgang Goethe
Musiche
Andrey Sigle
Montaggio
Jorg Hauschild

Orig.: Russia (2011) - Sogg.: Yuri Arabov dalla tragedia omonima di Johann Wolfgang Goethe - Scenegg.: Alexander Sokurov, Marina Koreneva - Fotogr.(Normale/a colori): Bruno Delbonnel - Mus.: Andrey Sigle - Montagg.: Jorg Hauschild - Dur.: 134' - Produz.: Andrey Sigle.

Interpreti e ruoli

Johannes Zeiler (Faust), Anton Adasinskiy (Usuraio), Isolda Dychauk (Margarete), Georg Friedrich (Wagner), Hanna Schygulla (moglie dell'usuraio), Antje Lewald (madre di Margarete), Florian Bruckner (Valentin), Sigurdur Skulasson (padre di Faust), Maxim Mehmet . (amico di Valentin)

Soggetto

Dedito alla ricerca scientifica, il dottor Faust fa esperimenti sui cadaveri ma non riesce a trovare l'anima che sta cercando. Mefistofele, che lo segue da vicino sotto le sembianze di un usuraio, decide di metterlo alla prova. Dapprima utilizza il fascino del potere e della ricchezza, poi fa leva sull'innamoramento di Faust per Margarete. Ormai deciso a conquistare la ragazza, il dottore accetta di vendere la propria anima...

Valutazione Pastorale

Sokurov ci tiene a ricordare che si tratta dell'ultima parte della tetralogia sulla natura del potere. I precedenti erano dedicati a persone realmente esistite: Moloch (1999, a Hitler), Taurus (2000, a Lenin), Il Sole (2005, a Hirohito). "Qui invece -dice Sokurov- ecco un eroe letterario che in comune con gli altri ha l'amore per le parole a cui si crede con tanta facilità ed una patologica infelicità nell'esistenza quotidiana(...)". Forse il passaggio ad un nome di fantasia permette al regista una libertà priva di riferimenti o paragoni. Certo per oltre due ore Sokurov costruisce un itinerario che per lui (e forse più per noi) è un viaggio nella coscienza individuale e collettiva, un esame e un confronto con la nostra intelligenza, al confine tra ragione e follia. Viaggio che sotto il profilo visivo l'autore rende affollato, denso, pieno di tutte quelle suggestioni che la nostra fantasia riesce a creare e che il cinema è in grado di restituire: il cinema che si fa sintesi di immagine, musica, letteratura, architettura, filosofia, il cinema che diventa luogo della sfida estrema alla creazione artistica come unica salvezza contro l'annullamento dell'anima. 134' per un'opera severa e difficile, sfida alla comprensione, festa per gli occhi, un film di alto livello che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come raccomandabile, poetico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e, più opportunamente, in occasioni mirate per entrare con più attenzione nelle mille suggestioni che suggerisce. Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi e di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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