FEMMINA

Valutazione
Inaccettabile, malsano
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Giuseppe Ferlito
Durata
94'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Giuseppe Patroni Griffi Da un'idea di Monica Guerritore
Musiche
Andrea Guerra
Montaggio
Alessandro Cerquetti

Sogg.: Da un'idea di Monica Guerritore - Scenegg.: Giuseppe Patroni Griffi - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Mauro Marchetti - Mus.: Andrea Guerra - Montagg.: Alessandro Cerquetti - Dur.: 94' - Produz.: Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica (1998) Vietato ai minori degli anni quattordici.

Interpreti e ruoli

Monica Guerritore (Silvia), Alberto di Stasio (Alberto), Roberto Farnesi (Aloisi), Simona Caramelli (Patrizia), Sara Anticoli, Emiliana Franzone, Daniela Massetti, Fabio Roscillo, Massimo Alì, Giorgio Crisati, Luisita De La Cruz, Orvelio Scotti, Leonardo Treviglio, Costantino Valente.

Soggetto

Sposata e madre di una bambina di sei anni, Silvia conduce una vita in apparenza tranquilla. Il marito fa un lavoro che lei non conosce bene ma ciò non la turba più di tanto. Passa le giornate in maniera pigra, finché una mattina, in un bar affollato, un giovane le rovescia sulla camicetta del caffè. Il giovane si scusa, cerca di rimediare, e Silvia all'improvviso sente scattare un'attrazione, di cui da tempo aveva perso il ricordo, una sensazione che non viveva da anni. Si rivedono e tra loro due comincia una relazione che si fa sempre più vitale, istintiva, selvaggia. S'incontrano in maniera clandestina, e lui una volta le chiede perché non divorzia. Lei risponde che il divorzio non è sufficiente, perché sente la necessità di cancellare completamente la vecchia immagine di sé stessa, e per farlo ha bisogno di un gesto estremo, uccidere il marito. Dopo qualche incertezza, i due mettono in atto un piano che però fallisce. Nella confusione, Alberto, il marito, uccide il giovane, poi, nell'appartamento, irrompono gli agenti del Servizio Segreto, di cui si scopre che fa parte il marito. A Silvia viene detto che tutto sarà messo a posto: il marito verrà inviato lontano in missione, e lei dovrà riprendere la vita di sempre. Vanno via, e Silvia rimane da sola sul divano di casa.

Valutazione Pastorale

il film vorrebbe disegnare il ritratto di una donna dei nostri giorni, decisa e piacente, che, raggiunto un momento di noia e di insoddisfazione della propria vita affettiva, cerca di recuperare voglia e interesse nel rapporto con un ragazzo più giovane. Una specie di sfida alla routine quotidiana, che diventa sempre più audace fino a concepire l'idea del delitto. Raccontato in modo spesso gratuito e superficiale sul piano drammatico, con poco spessore e molta stupidità, il film, dal punto di vista pastorale, è da considerare inaccettabile per il modo negativo con cui propone l'approccio alla dimensione del matrimonio, della famiglia, del rapporto con la figlia. In realtà il dramma non viene mai fuori, e tutto si risolve in un pretesto per mostrare situazioni pruriginose e malsane. Utilizzazione: si tratta di uno di quei film, di cui non si vedono possibili forme di utilizzazione. Dispiace che una attrice di solida preparazione teatrale come Monica Guerritore ceda a questi deteriori prodotti commerciali.

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