FIFTY FIFTY

Valutazione
Discutibile, Crudezze
Tematica
Genere
Avventuroso
Regia
Charles Martin Smith
Durata
97'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
FIFTY FIFTY
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Dennis Shryack, Michael Buttler
Musiche
Peter Bernstein
Montaggio
James Mitchell, Christian A. Wagner

Sogg. e Scenegg.: Dennis Shryack, Michael Buttler - Fotogr.: (normale/a colori) David Connell - Mus.: Peter Bernstein - Montagg.: James Mitchell, Christian A. Wagner - Dur.: 97' - Produz.: Raymond Wagner, Maurice Singer

Interpreti e ruoli

Peter Weller (Jake Wyer), Robert Hays (Sam French), Charles Martin Smith (Martin Sprue), Ramona Rahman (Suleta), Kay Tong Lim (Akantar), Azmil Mustapha (Colonnello Kota), Dharma Al Rashidai Harun (Sentul)

Soggetto

nel Sud-Est asiatico, Sam French, un mercenario assoldato dal colonnello Seng, sbarca sull'isola di Tengara per tentare di rovesciare il il governo del Generale Bosavi, un dittatore pazzoide e sadico: qui cade in un'imboscata condotta dal capo della sorveglianza, che è un suo vecchio amico, Jake Wyer, il quale tenta di farlo assoldare da Bosavi, ma questi gli ordina di ucciderlo all'istante. I due riescono a fuggire su un piccolo aereo, e a Singapore vengono prelevati da Martin Sprue, locale agente della C.I.A., che li convince a tornare sull'isola per aiutare i ribelli guidati dallo spodestato presidente Akhantar. Vinte le ovvie reticenze sia dell'uomo che della graziosa nipote, Suleta, i due, ricevuti i necessari rifornimenti in armi da Sprue per via aerea, dopo aver addestrato i ribelli requisiscono uno sgangherato autobus. Ma in una piana vengono attaccati dagli elicotteri di Bosavi, che, avvisato del tentativo, ha nel frattempo preso accordi di collaborazione col Presidente Americano. Nella sparatoria perisce, lanciandosi con l'autobus contro un elicottero a terra, l'eroica Suleta, alla quale Jake si era nel frattempo affezionato. French e Wyer rifiutano di salire con Sprue sull'elicottero venuto a prelevarli, e decidono di agire da soli. Alla vigilia del riconoscimento di Bosavi da parte degli Stati Uniti, con la presenza coatta di Akhantar, catturato nel frattempo, Jake penetra all'interno del palazzo presidenziale, mentre Sam manomette l'impianto audio, sicché, al momento del discorso di Bosavi, si inserisce nel circuito irridendolo a tal punto da fargli rassegnare le dimissioni, e quindi, con l'ausilio di bombe fumogene, approfitta della confusione per portare via Akhantar. Dopo una rocambolesca sparatoria, i due, pur feriti, vengono salvati da Sprue e da Akhantar. Successivamente a Roma, a Piazza Navona, Jake e Sam ricevendo del denaro donato loro da Sprue, e le monete coniate dal reinsediato Akhatar, con l'effigie di Suleta da un lato e la loro dall'altro.

Valutazione Pastorale

si tratta dell'ennesimo remake a base di dittatori cattivi, rivoluzionari assediati di giustizia, nobili fanciulle, subdoli agenti. Una novità potrebbe essere costituita dal tono ironico che affiora spesso nelle battute, talora anche godibili: tutti pregi che però si stemperano nell'oziosa ripetività del copione, un colossale rimpasto di scene viste e straviste, dallo sbarco sulla spiaggia alle scene di sparatoria o di razzia. La violenza certo non occupa piccola parte, con corpi crivellati da pallottole o proiettati in aria da relative esplosioni. Ciò rientra certamente nella categoria del discutibile, anche se una certa tensione morale si avverte, specie nella decisione di Jake, del tutto contraria alla logica del mercenario che ha guidato fino ad allora i suoi passi, di restare ad aiutare gli oppressi, commosso dal sacrificio di Suleta. Anche l'amico, che potrebbe andarsene, preferisce restargli al fianco. La recitazione poi, assai elementare non contribuisce a rialzare le sorti di questa pellicola smaccatamente commerciale.

Le altre valutazioni

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