FIORE

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti * *
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giustizia, Libertà, Politica-Società, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Claudio Giovannesi
Durata
110'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Bim Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Claudio Giovannesi, Filippo Gravino, Antonella Lattanzi Claudio Giovannesi, Filippo Gravino
Musiche
Claudio Giovannesi, Andrea Moscianese
Montaggio
Giuseppe Trepiccione

Orig.: Italia (2016) - Sogg.: Claudio Giovannesi, Filippo Gravino - Scenegg.: Claudio Giovannesi, Filippo Gravino, Antonella Lattanzi - Fotogr.(Scope/a colori): Daniele Ciprì - Mus.: Claudio Giovannesi, Andrea Moscianese - Montagg.: Giuseppe Trepiccione - Dur.: 110' - Produz.: Rita Rognoni, Beppe Caschetto per Pupkin Production, IBC MOVIE con Rai Cinema - 69^ FESTIVAL DI CANNES 2015, QUINZAINE DES REALISATEUR.

Interpreti e ruoli

Daphne Scoccia (Daphne), Josciua Algeri (Josh), Laura Vasiliu (Stefania), Gessica Giulianelli (Gessica Di Nardo), Aniello Arena (padre di Gessica), Klea Marcu (Irene Mancini), Francesca Riso (Brenda Russo), Valerio Mastandrea (Ascanio Bonori), Tatiana Lepore .

Soggetto

Arrestata mentre minaccia passanti e ruba loro i cellulari, la giovane Dafne entra in carcere per rapina. Qui conosce il coetaneo Josh col quale stringe amicizia. Soli, impauriti e incerti sul da farsi, i due ragazzi lasciano che il loro sentimento maturi e poi provano a prendere la fuga...

Valutazione Pastorale

Esordiente nel 2007 con Welcome Bucarest, in curriculum già alcuni titoli interessanti come "La casa sulle nuvole", 2009, "Fratelli d'Italia", 2009, "Ali' ha gli occhi azzurri", 2012, Claudio Giovannesi fa, col film di oggi, un bello e promettente passo avanti. La vicenda di un lui e di una lei, ragazzi alla deriva che si incontrano dietro le sbarre diventa da subito un dramma autentico e reale, capace di far andare di pari passo rabbia e volontà di reazione, rassegnazione e riscatto. Macchina a spalla che segue implacabilmente i protagonisti, scatto nervoso che pedina ogni movimento, l'occhio del regista non prevarica e non soffoca, lascia anzi che lo slancio giovanile di due ragazzi si esplichi in un vigore e in una carica vitalistica difficili da tenere a freno. Giovannesi non ha paura di confondersi con il documentario, con la pulizia del 'vero', non c'è bisogno infatti di denunciare o di indicare colpevoli. Le parole sono negli occhi di chi guarda, anche delle sorveglianti (vedere quel gesto doloroso ma necessario della bomboniera sequestrata come oggetto 'estraneo'); donne con un lavoro difficile e obbligato; spazi chiusi, aria sottratta, estremo bisogno di alternativa. La vita quotidiana, la festa della mezzanotte, il sogno di un altro mondo, infine il pranzo sul mare, l'illusione dell'aria aperta, la fuga. E poi di nuovo i due nascosti sul treno, il silenzio premonitore della colpa che non fa sconti, il futuro che riprenderà ma chissà quando e dove. Non fa pietismi, Giovannesi, non cede a buonismi o soluzioni di circostanza. Secco, doloroso, non riconciliato, il film porta su di se la giusta colpa e sta dalla parte di chi comunque prova a ribellarsi, a non rassegnarsi, a gridare la voglia di libertà. Reso più autentico da due interpreti di eccezionale spontaneità, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, con indicazione per un pubblico attento a cogliere le sfumature e le sottolineature insite in una storia di ruvido spessore poetico.

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