FORZA MAGGIORE

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti
Tematica
Adolescenza, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Matrimonio - coppia, Metafore del nostro tempo
Genere
Drammatico
Regia
Ruben Ostlund
Durata
118'
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Danimarca, Francia, Norvegia, Svezia
Titolo Originale
Turist
Musiche
Ola Flottum
Montaggio
RubenOstlund, Jacob Schulsinger

Orig.: Danimarca/Francia/Norvegia/Svezia (2014) - Sogg. e scenegg.: Ruben Ostlund - Fotogr.(Scope/a colori): Fredrik Wenzel - Mus.: Ola Flottum - Montagg.: RubenOstlund, Jacob Schulsinger - Dur.: 118' - Produz.: Erik Hemmendorff, Marie Kjellson.

Interpreti e ruoli

Johannes Bah Kuhnke (Tomas), Lisa Loven Kongsli (Ebba), Clara Wettergren (Vera), Vincent Wettergern (Harry), Brady Corbet (Brady), Kristofer Hivju (Mats), Fanni Metelius (Fanni), Karin Myrenberg . (Charlotte)

Soggetto

Una famiglia svedese (padre, madre, due figli, uno piccolo, l'altra adolescente) trascorre una vacanza sulle Alpi francesi. Mentre stanno mangiando nel ristorante sulla terrazza, una valanga sembra rovesciarsi sui villeggianti. Tomas,il padre, minimizza i rischi e si allontana di corsa; Ebba, la moglie, si da alla fuga per salvare i figli. Poco dopo il pericolo rientra, e tutti tornano al tavolo. Tuttavia nei giorni successivi l'incidente cambia per sempre l'equilibro in quel nucleo familiare.

Valutazione Pastorale

Arriva la valanga, alcuni fanno finta di niente, altri fuggono nel tentativo di salvare il salvabile (leggi i figli piccoli). Reazioni differenti che, ripensate un po' dopo, destabilizzano, lasciano interdetti, rimettono tutto in discussione: ruoli, motivazioni, compiti. Tra Tomas e Ebba si apre allora una crepa, quella sì che a poco a poco diventa valanga, dalla quale non ci si salva. Più Ebba lo fa tornare sul momento topico, più Tomas si defila, scappa, fa finta di niente. Non essendoci elementi importanti da aggiungere, tutto ruota intorno allo stesse sensazioni con un senso implacabile di accusa e di ultima spiaggia. Ostelund mette in scena uno scontro tra marito e moglie frontale e spietato, che comincia sottotraccia ma a poco a poco si allarga come i centri concentrici sull'acqua: in una dinamica psicologica che a un certo punto non trova appigli razionali e si lascia andare a indifendibili suggestioni esistenziali (vedi la coppia di amici). Siamo nel pieno di una black comedy dai toni sornioni e acidi, incorniciata dal freddo dei paesaggi e appesantita dal gelo dei sentimenti. I riferimenti sono forse facili, ma Ostlund è svedese e la sua ansia istupidita di spiegare il non spiegabile lo apparenta senza dubbio a Bergman e, perché no, agli spietati teoremi di Haneke sul buio della comprensione. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, meglio, in situazioni mirate per avviare in modo più meditato riflessioni sui temi ardui e non semplicissimi avviato dalla storia.

Le altre valutazioni

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