FRATELLI UNICI

Valutazione
Consigliabile, semplice
Tematica
Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Malattia, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Alessio Maria Federici
Durata
89'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Paolo Buonvino
Montaggio
Alessio Doglione

Orig.: Italia (2014) - Sogg. e scenegg.: Luca Miniero e Elena Bucaccio - Fotogr.(Scope/a colori): Fabrizio Lucci - Mus.: Paolo Buonvino - Montagg.: Alessio Doglione - Dur.: 89' - Produz.: Matilde e Luca Bernabei per Luxvide con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Raoul Bova (Pietro), Luca Argentero (Francesco), Carolina Crescentini (Giulia), Miriam Leone (Sofia), Sergio Assisi (Gustavo), Eleonora Gaggero (Stella), Massimo De Lorenzo (primario medico), Michela Andreozzi (giudice tutelare), Augusto Zucchi (regista), Vanni Bramati (piantone)

Soggetto

A Roma, oggi. Un incidente fa perdere la memoria a Pietro, medico. La sua ex moglie Giulia sta per risposarsi e non vuole saperne di lui, così il fratello Francesco, stuntman dalla vita sregolata, è costretto a portarselo a casA, ad accudirlo e a fare una cosa che non ha mai fatto, la persona adulta. Nella convivenza forzata tra i due viene coinvolta anche Sofia, vicina di casa di Francesco. I rapporti tra i quattro si intrecciano, si complicano (nel conto entra anche Stella la figlia ora adolescente di Pietro e Giulia), corrono lungo vari equivoci, fino alla guarigione di Pietro e al modo nuovo di vedere le situazioni che conduce ad una generale riconciliazione, ad una vita nuova per Pietro con Giulia e per Francesco con Sofia.

Valutazione Pastorale

Dice Alessio Maria Federici, il regista: " Racconto in chiave di commedia dolce/amara le vicende di due fratelli che non si parlano da anni. L'incidente ha l'effetto di una sorta di spugna sul passato, crea la premesse per una vita rinnovata". Siamo totalmente dentro quella commedia italiana che sembra aver ritrovato nelle ultime stagioni (così dice il botteghino) slancio e vigore. Confermando però al contempo un significativo cambiamento di approccio e di prospettiva. Nella grande commedia degli anni '50/'60 si teneva viva la dialettica tra gli opposti. Qui, al contrario, anche nei momenti di rabbia, l'approccio dei protagonisti gioca al ribasso, va nella direzione di smussare contrasti e divisioni, sceglie la strada della riconciliazione. Il copione insomma rinuncia ad inserire quel pizzico di cinismo che se non altro avrebbe reso più realistica la storia. Che, per come la vediamo, tocca più i contorni della favola che quelli del vero, della quotidianità. Ne esce un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e nell'insieme del tutto semplice.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come proposta di prodotto italiano piacevole e ispirato alle migliori intenzioni.

Le altre valutazioni

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