FUGA DA ABSOLOM ***

Valutazione
Accettabile-riserve, crudezze, Dibattiti
Tematica
Genere
Fantastico
Regia
Martin Campbell
Durata
106'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
ESCAPE FROM ABSOLOM
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Michael Gaylin, Joel Gross Tratto dal romanzo "The penal colony" di Richard Herley
Musiche
Graeme Revell
Montaggio
Terry Rawlings

Sogg.: Tratto dal romanzo "The penal colony" di Richard Herley - Scenegg.: Michael Gaylin, Joel Gross - Fotogr.: (scope/a colori) Phil Meheux - Mus.: Graeme Revell - Montagg.: Terry Rawlings - Dur.: 106' - Produz.: Gale Anne Hurd

Interpreti e ruoli

Ray Liotta (John Robbins), Lance Henricksen ("Il padre"), Stuart Wilson (Marek), Kevin Dillon (Casey), Ian Mc Neice (King), Kevin J. O' Connor (Stephano), Ernie Hudson (Hawkins), Jack Shepherd (Dysart), Ernie Hudson (Hawkins), Don Henderson (Killian)

Soggetto

nel 2022, condannato all'ergastolo per aver ucciso un superiore durante una parata, il capitano dei marines John Robbins viene trasferito dal direttore del supercarcere Leviticus nell'isola tropicale di Absolom, destinazione finale per detenuti irrecuperabili. Catturato dagli Esterni, un'accozzaglia di semibarbari sanguinari, ed inimicatosi il loro capo, Marek, trova rifugio presso il villaggio fortificato degli Interni, un gruppo di coloni guidati da un ex chirurgo, detto il Padre, che ha dato alla comunità un ordinamento civile: qui, tra gli altri, il nero Hawkins si occupa della sicurezza; Stephano, il robivecchi, baratta tutto ciò che l'oceano trasporta a riva; Killian distilla un intruglio micidiale e benzina per le macchine della colonia; King, che ostenta un crocefisso al collo, è un grasso ed untuoso cuoco; Dysart, un inventore di talento, sta progettando un'imbarcazione. Un satellite controlla l'isola e comunica al direttore i movimenti e le periodiche battaglie delle due comunità, e impedisce qualsiasi tentativo di evasione verso la terraferma, distante 200 miglia. Mentre Casey, un giovane ex sequestratore, è attirato dalla sicurezza di Robbins e cerca di fare amicizia. Marek, accortosi dell'incrinarsi della disciplina e della fiducia in lui delle truppe, decide di annientare il villaggio e lo assalta la notte di Natale. Ferito da Marek, il Padre viene salvato da Robbins, che ritorna al campo di Marek per trafugare lo spinterogeno che manca al motore di un'imbarcazione progettata da Dysart. Ma Casey lo segue: i due vengono catturati e Robbins costretto ad uccidere il giovane. Un infiltrato lo fa fuggire, ed al ritorno trova il Padre ammalato di cancro. Il direttore decide di lasciar sterminare il villaggio da Marek, che ha riunito le tribù degli Esterni, ma queste trovano il luogo deserto. Robbins lancia un missile dalla torre, e gli Interni piombano sui nemici, e Marek soccombe. Il calore dei razzi insospettisce il direttore che, distrutta l'imbarcazione di Dysart, decide di giungere con una squadra di elicotteri. Ma gli Interni scoprono che King è un traditore, e lo costringono a far atterrare l'elicottero dove Robbins e pochi altri se ne impadroniscono, lasciando il direttore con King in balìa degli Esterni. Robbins parte col diario del Padre, deciso a raccontare al mondo la verità su di sè e sull'isola.

Valutazione Pastorale

la possibilità di redimersi da un passato pesante è la chiave di lettura principale di questo intenso ed appassionante film dell'australiano Martin Campbell, che dà un saggio di come l'avventura può sposarsi con i valori umani e con motivi seri di riflessione sul bene, sul male, sulla libertà, sulla responsabilità, sul pentimento. Tutti i caratteri sono disegnati ed interpretati a dovere; i movimenti di massa, le immagini splendidamente fotografate, il montaggio serrato e scabro fanno del film, oltre che un coacervo di messaggi "forti", anche uno spettacolo finalmente degno di questo nome. Notevole la confessione finale tra il Padre e Robbins delle reciproche colpe pur nella terribile situazione in cui questo gruppo di reietti cerca ancora una dignità ed un senso esistenziale.

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