GIARDINI IN AUTUNNO

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Amicizia, Cinema nel cinema, Libertà, Metafore del nostro tempo, Politica-Società, Potere
Genere
Grottesco
Regia
Otar Iosseliani
Durata
125'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Francia, Italia, Russia
Titolo Originale
Jardins en automne
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Otar Iosseliani Nana Iosseliani, Nougzar Tarielashvili
Musiche
Nicolas Zourabichvili
Montaggio
Otar Iosseliani, Ewa Lenkiewicz

Orig.: Francia/Italia/Russia (2006) - Sogg.: Nana Iosseliani, Nougzar Tarielashvili (story board) - Scenegg.: Otar Iosseliani - Fotogr:(Panoramica/a colori): William Lubtchansky - Mus.: Nicolas Zourabichvili - Montagg.: Otar Iosseliani, Ewa Lenkiewicz - Dur.: 125' - Produz.: Martine Martignac.

Interpreti e ruoli

Séverin Blanchet (Ministro 1), Michel Piccoli (la madre), Muriel Motte (l'amante), Pascal Vincent (Ministro 2), Lily Lavina (la rossa), Denis Lambert (uomo del bistrot), Jacynthe Jacquet (spazzina), Moonha N'Diaye (Delphine), Salomé Bedine Mkheidze (ex fidanzata), Mathias Jung (il calvo), Christian Griot (usciere), Albert Mendy (capo africano), Manu de Chauvigny (Pope), Jean Douchet (padre dell'usciere)

Soggetto

In Francia il ministro Vincent, finora uomo potente, e con un amante di nome Odile, viene estromesso dalla carica in seguito ad un rimpasto ai vertici del governo. Theodiere, il suo successore, arriva nell'ufficio ministeriale e fa portare via tutto quello che trova. Scaffali, librerie, poltrone, scrivania, perfino il telefono: tutto viene mandato inesorabilmente al macero. Vincent, ora senza niente da fare, comincia a lavorare ai giardini pubblici, riscoprendo il piacere delle piccole cose. Insieme a lui ci sono tanti personaggi, che popolano la vita quotidiana della grande città.

Valutazione Pastorale

Georgiano russo di nascita e di prima formazione filmica, francese di 'esilio' e di approccio alla commedia sarcastica e disincantata, Iosseliani non si smentisce. Questo suo nuovo copione distilla con beffardo godimento i succhi di un apologo grottesco e malandrino, tanto pieno di sbeffeggiante amarezza da risultare alla fine anche fortemente drammatico. Tale é infatti l'approccio dell'autore ai temi della politica, della corruzione, del compromesso. L'unica via di salvezza é nella fuga non verso l'ignoto ma verso il presente concreto della semplicità e della genuinità: del cibo, dei sentimenti, del lavoro. Nostalgico del migliore dei mondi possibili, ma non pessimista, Iosseliani scandisce i tocchi di un racconto tanto sgangherato quanto diretto a smascherare la follia del potere e di certo conformismo. Intento a osservare più l'individuo che la società nell'insieme, il film é, dal punto di vista pastorale, comunque propositivo, accettabile, senz'altro problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare in occasioni mirate, per affrontarne meglio lo svolgimento un po' 'ostico'. Qualche attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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