GIOCHI D’ADULTI **

Valutazione
Discutibile, Scabrosità
Tematica
Genere
Thrilling
Regia
Alan J. Pakula
Durata
98'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
CONSENTING ADULTS
Distribuzione
Buena Vista International
Soggetto e Sceneggiatura
Matthew Chapman
Musiche
Michael Small
Montaggio
Sam O' Steen

Sogg. e Scenegg.: Matthew Chapman - Fotogr.: (panoramica/a colori) Stephen Gold Blatt - Mus.: Michael Small - Montagg.: Sam O' Steen - Dur.: 98' - Produz.: David Permut, Alan J. Pakula

Interpreti e ruoli

Kevin Kline (Richard Parker), Mary Elizabeth Mastrantonio (Priscilla Parker), Kevin Spacey (Eddy Otis), Rebecca Miller (Kay Otis), Forest Whitaker (David Duttonville), E.G. Marshall (George Gordon), Kimberly Mc Cullouch (Lori Parker), Billie Neal, Benjamin Hendrickson, Lonnie Smith, Joe Mulherin, Rick Hinkle

Soggetto

Richard Parker, compositore di Jingles pubblicitari, è sposato con Priscilla con la quale ha avuto una figlia, Lori. Il nuovo vicino, Eddy Otis, un consulente finanziario sposato con la bella Kay, fa amicizia coi due, giungendo a far loro recuperare 25.000 dollari facendosi investire da Richard e rimborsandoli col premio della polizza stipulata ad hoc. A poco a poco Eddy instilla in Richard l'idea di scambiarsi i favori delle rispettive signore, e la bionda Kay, che tra l'altro rivela doti apprezzabili di cantante, lo attira a tal punto che cede alla tentazione. Ma la mattina dopo la donna è trovata morta, sfigurata dai colpi di mazza da baseball: la polizia non esita ad attribuire la responsabilità a Richard, che ha ovviamente lasciato ampie tracce del suo operato. Dal canto suo Otis ha un alibi, confermato dai custodi della sua villa sul lago, i Watkins. Priscilla, sconvolta, gli chiede il divorzio, e Richard, uscito sotto cauzione, ha sole tre settimane per vanificare l'alibi di Eddy. Mentre il suo avvocato, che non gli crede, gli consiglia di patteggiare, un investigatore, David Duttonville, incaricato di indagare sulla polizza di un milione e mezzo di dollari stipulata dagli Otis a reciproco vantaggio in caso di morte, lo aiuta nelle indagini. L'ascolto casuale di un concorso di blues alla radio gli rivela come Kay sia ancora viva, sotto il nuovo nome di Olivia Kamen. Richard tenta di convincere Priscilla, che nel frattempo vive con Eddy, che l'ha aiutata finanziariamente, del doppo gioco dell'uomo, e le affida l'audiocassetta con la voce di Kay. Ascoltandola, Eddy afferma che si tratta di un falso. Grazie ad un controllo telefonico, Richard riesce a ritrovare Kay a Savannah, e viene così a sapere che la notte del delitto è stato in realtà con una prostituta, mentre lei era fin dal mattino dai Watkins, dove Eddy l'aveva poi raggiunta dopo il delitto. Ma il sopraggiungere della polizia, avvisata da Otis, mette in fuga Richard, mentre l'altro può così uccidere Kay con la stessa arma del primo delitto. Priscilla scopre frattanto nella giacca di Eddy un biglietto Cleveland-Savannah, e capisce che Richard ha ragione: ma Eddy la sequestra in casa, certo dell'arrivo di Richard che, neutralizzata la guardia del corpo, ingaggia una feroce colluttazione con Otis. Questi avrebbe la meglio se Priscilla, in extremis, non lo colpisse con la mazza da baseball.

Valutazione Pastorale

si tratta di un film dove il mestiere del regista e dello sceneggiatore emergono nel sapiente trattamento dei caratteri e nel dialogo assai intenso ed intrigante. La preparazione della complessa trappola, attraverso la moglie, ai danni dell'ingenuo musicista richiama i migliori esiti del genere "noir". La tensione, tutto sommato, si diluisce alquanto, durante l'affannosa caccia all'indizio scagionante, alla prova impossibile che, appena realizzatasi nel ritrovamento dell'assassinata, subito svanisce per la diabolica abilità di Otis, un Kevin Spacey assai più convincente di Kevin Kline non sempre a suo agio. Convincenti e misurate le due donne, Mary Elizabeth Mastrantonio e Rebecca Miller. Se il finale rocambolesco appaga le esigenze del pubblico, resta tuttavia un pò improbabile l'improvviso cedere di Priscilla alle tentazioni di Otis, capace, solo dopo qualche settimana di frequentazione, di avere più credito presso di lei che non il marito dopo 14 anni di convivenza. Un pò debole e di contorno poi anche la figura del detective, che poteva assumere forse un rilievo diverso, più pregnante. Non si può non riconoscere al regista un uso magistrale della cinepresa, esaltato dall'ottima fotografia, oltre al ritmo sempre serrato. L'argomento e talune situazioni, sia pur plausibili nel genere trattato, motivano il giudizio.

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