GIOVANNA D’ARCO – SECONDA PARTE

Valutazione
Discutibile, Ambiguità
Tematica
Santità
Genere
Biografico
Regia
Jacques Rivette
Durata
129'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
JEANNE LA PUCELLE
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jacques Rivette, Christine Laurent, Pascal Bonitzer Jacques Rivette
Musiche
Jordi Savall
Montaggio
Nicole Lubtchansky

Sogg.: Jacques Rivette - Scenegg.: Jacques Rivette, Christine Laurent, Pascal Bonitzer - Fotogr.: (panoramica/a colori) Willy Lubtchansky - Mus.: Jordi Savall - Montagg.: Nicole Lubtchansky - Dur.: 129' - Produz.: Pierre Grise Productions, La Sept Cinema, France 3 Cinema

Interpreti e ruoli

Sandrine Bonnaire (Jeanne d'Arc), André Marcon (Charles), Marcel Bozonnet ( Delfino di Francia), Jean-Pierre Lorit (Regnault de Chartres), Philippe Morier-Genoud (Jean d'Alençon), Yann Collette (Filippo il Buono), Alain Ollivier (Jean de Luxembourg), Monique Melinand (Pierre), Patrick Le Mauff ( vescovo di Beauvais), Germain Rousseau (Jeanne de Luxembourg), Nathalie Richard, Michel Berto

Soggetto

pressato dalle richieste di Jeanne d'Arc, il Delfino di Francia giunge a Reims dove riceve la corona dall'arcivescovo Regnault de Chartres, divenendo Charles VII di Francia. Al nuovo sovrano la "pulzella" vorrebbe consegnare Parigi, nel cui assalto viene ferita, ma un repentino voltafaccia del re costringe l'esercito armagnacco alla ritirata. La tregua patteggiata con Borgognoni e Inglesi non convince il duca Jean d'Alençon che continua la sua battaglia. Jeanne vorrebbe unirsi a lui, ma viene catturata durante l'assalto a Compiègne, resosi necessario dal tradimento di Filippo il Buono, duca di Borgogna, cugino e rivale del re. Invano Jeanne intima a costui di far pace con il sovrano e abbandonare gli Inglesi: la prigionia presso Jean de Luxembourg viene mitigata dall'affetto della zia di costui, Jeanne, che l'assicura che finché ella sarà viva non permetterà al nipote di venderla agli Inglesi. La morte della nobildonna spinge alla fuga la "pulzella" che si ferisce. Consegnata al nemico, subisce umiliazioni d'ogni sorta in un carcere maschile, prima di essere processata da Pierre, vescovo di Beauvais, per magia, crudeltà, abiti maschili, eresia e disubbidienza alla gerarchia. Solo un'abiura scritta la salva temporaneamente dal rogo, ma la prigione a vita non è facile da sopportare dovendo sfuggire anche alle violenze degli Inglesi: ella riprende allora i suoi abiti maschili. Poi il vescovo di Beauvais l'accusa di essere recidiva e di fronte all'atteggiamento ribelle della "pulzella", che lo accusa di aver architettato il tutto per perderla, la condanna al rogo. La "pulzella", dopo una crisi di disperazione, ottiene di fare la comunione prima di perire tra le fiamme.

Valutazione Pastorale

in questa seconda parte del film su Giovanna d'Arco tutti i limiti e i difetti della prima vengono ingigantiti, fino a vanificare la capacità carismatica del personaggio di coinvolgere chicchessia nel dramma umano ma soprattutto spirituale che attraversò la vita della fanciulla. Sul piano storico, nonostante il meticoloso riferimento ai documenti d'epoca, molti errori o atteggiamenti inspiegabili sono presenti; e inoltre crea perplessità la sensazione globale suscitata. Per evidenziare il senso di distacco che il film comunica è emblematica questa ammissione dell'attrice: "... so perfettamente come devo recitare, e al tempo stesso ho l'impressione di essere violentata, che si penetri nella mia intimità. Non so niente di Giovanna d'Arco: so, come chiunque altro, che sentiva delle voci, che pascolava le pecore. Era semplicenente umana ... e quello che è importante per me è renderla umana".

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