GLI INAFFIDABILI

Valutazione
Inaccettabile, immorale
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Jerry Calà
Durata
106'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Gino Capone, Jerry Calà Gino Capone, Jerry Calà
Musiche
Umberto Smaila
Montaggio
Mauro Bonanni

Orig.: Italia (1997) - Sogg.: Gino Capone, Jerry Calà -Scenegg.: Gino Capone, Jerry Calà - Fotogr.: (Scope/a colori) Sebastiano Celeste - Mus.: Umberto Smaila - Montagg.: Mauro Bonanni - Dur.: 106' -Produz.: Clemi Cinematografica - Distribuz.: Buena Vista International Italia (1997)

Interpreti e ruoli

Jerry Calà (Renato), Gigi Sabani (Nino), Leo Gullotta (Bostik), Serena Grandi (Fioranna), Anna Kanakis (Gena), Andrea Roncato (Michele), Ugo Conti (Sergio), Ninì Salerno, Franco Oppini, Novello Novelli, Umberto Smaila, Ludovica Modugno, Gegia, Mauro Di Francesco, Nadia Bengala.

Soggetto

Come ogni anno, un gruppo di amici si ritrova in una grande villa-albergo per trascorrervi i due giorni intorno a Pasquetta. Stavolta quella che sembra una semplice rimpatriata si trasforma in qualcosa di più serio. Rena-to, che fa il padrone di casa, vorrebbe affrancarsi dalla moglie Cinzia e dal padre di lei, in realtà i veri proprietari di tutto, e chiede prestiti agli amici per una fantomatica operazione da compiere insieme. Michele, separato, arriva con l'amica russa e la figlia diciottenne; l'avvocatone sospetta che il figlio sia omosessuale; Nino, presentatore televisivo, è assillato dal dubbio di avere l'aids; Sergio e Lillo si sono risposati ciascuno con la moglie dell'altro; Ful-vio e Diego fanno scherzi a tutti, e altri personaggi che animano il panorama tra amanti, transessuali, un notaio che ingoia droga, va fuori di testa e, cre-dendosi Gesù, comincia a predicare. Quando tutti se ne vanno senza aver concluso nulla, Renato lascia la moglie e parte verso Milano. Sulla strada imbarca la ragazza russa, lasciata a piedi da Michele.

Valutazione Pastorale

il film propone il ritratto in negativo di un gruppo di quarantenni ormai giunti alla fine del periodo della giovinezza e delle spe-ranze e quindi dediti ad una vita fatta di frammenti e di attese spezzate, di relativismo quotidiano del tutto sganciato da qualunque valore appena appe-na un po' più duraturo. Come accade in molti film italiani, tutte le situazioni personali, familiari, sentimentali sono vissute e proposte come "normali", secondo modi di comportamento che non contemplano scarti o differenze. Qua e là affiora il senso della goliardata, tanto più triste perchè messa in atto da persone che dovrebbero essere ormai mature, ma, più di questo, a distur-bare è lo sconcio accostamento con la figura di Gesù proposto dal personag-gio del notaio.L'insistenza su questa "macchietta" è così accanita e inutile da suonare come un'offesa al rispetto degli altrui sentimenti religiosi. Tali attacchi poi riguardano sempre figure cattoliche e mai di altre confessioni religiose. Dal punto di vista pastorale, un film del tutto immorale. Utilizzazione: il film è da escludere dalle programmazioni ordinarie e, anche in altri contesti, è certo poco opportuno prenderlo in considerazione, sia pure per riflettere su certe fasce sociali italiane degli anni Novanta.

Le altre valutazioni

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